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Se le parole sono pietre, usiamole per costruire ponti non per erigere muri

 

“Se male utilizzate, le parole possono ferire ed uccidere. Le parole sono pietre, usiamole per costruire ponti” e, aggiungo, non per erigere muri. Io e la mia famiglia sappiamo bene di cosa stiamo trattando.
Dopo oltre dieci anni di battaglie giudiziarie siamo tutti profondamente provati. Ci siamo ammalati. Per noi siete stati, voi di ART 21, fedeli e leali compagni di viaggio durante un tormentatissimo percorso verso la restituzione della dignità tolta da altri alla vita ed alla morte di mio fratello Stefano. Siete stati la “ nostra scorta mediatica della verità”.
Paradossalmente, proprio nel momento della verità, ci sono state lanciate addosso, da qualche parlamentare, da qualche ex compagno di viaggio ed anche da qualche vostro collega, pietre. Pietre che ci hanno colpito. Pietre che ci hanno ferito. Pietre che non potranno mai fermarci. Ora curiamo le nostre ferite e non nascondiamo il nostro dolore.
Ma con queste pietre costruiremo i ponti proprio verso coloro che ce le hanno lanciate.
Non cederemo mai all’odio. Non gioiremo mai delle disgrazie altrui.
Questo perchè il mio desiderio più grande è che quanto ci è accaduto, la storia di Stefano Cucchi, sia una “ una buona storia in grado di travalicare i confini dello spazio e del tempo” diventando una vera e propria storia di amore. Amore per il prossimo, amore per la vita, amore per la Giustizia, amore per il rispetto dei diritti e della umanità di tutti, a partire proprio dagli ultimi.
Ponti, non muri.

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