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Si alla Commissione contro l’odio razziale in rete proposta da Liliana Segre. Ma il centrodestra si astiene e grida alla censura

 

Un lungo applauso saluta il voto favorevole del Senato della Repubblica alla istituzione una commissione straordinaria contro odio, razzismo e antisemitismo, proposta dalla senatrice a vita Liliana Segre. Sì, proprio lei, testimone dell’Olocausto, sopravvissuta alle persecuzioni naziste e tuttora destinataria di circa 200 messaggi di odio ogni giorno che le arrivano attraverso la rete. La sua prima proposta è di un anno fa e l’aveva motivata ricordando l’Italia fascista e certe incredibili analogie che si riscontrano oggi. “Io che sono stata vittima dell’odio dell’Italia fascista sento che, dopo anni, sta ricrescendo una marea di razzismo e di intolleranza che va fermata in ogni modo», aveva detto. Il disegno di legge presentato dalla senatrice Liliana Segre è composto di tre articoli, uno riguarda proprio la istituzione della commissione bicamerale di indirizzo e controllo dei fenomeni di intolleranza, razzismo e antisemitismo; il secondo articolo afferisce ai compiti della commissione e il terzo al funzionamento della commissione. Tutto normale e condivisibile. Chi è che non vuole indagare sull’odio razzista che sta tornando in Italia? Più di qualcuno a giudicare dal voto del Senato dove, appunto, la mozione è passata con 151 voti favorevoli e 98 astensioni, tutto il centrodestra, compatto, non ha votato quel disegno di legge. Perché? Quello che è successo dopo il voto e le dichiarazioni che ci sono state spiega molte cose. Per il segretario della Lega, Matteo Salvini, si tratta di censura: “Siamo contro razzismo, violenza, odio e antisemitismo senza se e senza ma. Tuttavia non vorremmo che qualcuno a sinistra spacciasse per razzismo quello che per noi è convinzione e diritto ovvero il `prima gli italiani´. Siamo al fianco di chi vuole combattere pacificamente idee fuori dal mondo, però non vogliamo bavagli e stato di polizia che ci riportano a Orwell”. Casualmente molti di questi insulti circolano su account e pagine riconducibili alla destra profonda. Qualche smagliatura si registra comunque anche nel centrodestra. In un tweet Mara Carfagna ha scritto: “La mia Forza Italia non si sarebbe mai astenuta in un voto sull’antisemitismo”. Per la senatrice del Pd, Anna Rossomando “al Senato è andata in scena la vergogna, inaccettabile, dell’astensione di tutto il centrodestra sulla proposta di Liliana Segre per istituire una commissione sui discorsi d’odio nel web. Il comportamento del centro destra rimarrà una macchia indelebile per la nostra storia parlamentare”. Di fatto Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia non hanno aderito alla proposta concreta di indagare su chi diffonde odio antisemita in rete.  E pensare che questo è un primo, importantissimo passo per analizzare e arginare (si spera) l’odio che circola sui social anche tramite account con profili falsi e che prende di mira le donne, i deboli, i migranti e carica di antisemitismo flussi di messaggi che nulla hanno a che vedere con la libertà di espressione.

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