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Altri fuochi. Per una diffusa coscienza ambientale

 

Piromani. In modo assolutamente errato, per trovare la causa egli incendi, si cita una rarissima sindrome psichiatrica. Sostanzialmente non esistono piromani, certamente non ne esistono a piede libero, perché il piromane, quando agisce, resta lì a godersi lo spettacolo: fuoco, fiamme e soccorsi; di conseguenza viene facilmente individuato. Purtroppo la gran parte degli incendi è causato da incendiari, quasi mai pazzi. E l’estate siciliana non è finita. Anche a Catania sono scoppiati incendi, il più emblematico è stato quello che ha colpito la Plaja e soprattutto il suo “boschetto”. Lo spettacolo triste di alcuni ettari di bosco carbonizzato spingono ad una valutazione.

Il maggior patrimonio verde di Catania va al più presto recuperato, anzi l’incendio potrebbe essere l’occasione per il rilancio di una nuova idea di verde nella città, questo in sintonia con le direttive del nuovo PRG, approvate in Giunta.

Per il verde bisogna, concettualmente, “passare al contrattacco”, far conquistare al verde nuovi spazi e pian pianino “dilagare in città”. Per questa idea ci viene in aiuto un grande urbanista, Leonardo Urbani, che ideò, quaranta anni fa, con la sua “Teoria dei bracci di bosco”, un metodo per far riconquistare al verde parti della città, soprattutto quella edificata. Come i bracci di mare, i “bracci di bosco” si devono insinuare nella città, dando altrettanto beneficio e frescura, anche alle abitazioni che possono convivere con il verde.
Intanto si potrebbe cominciare nelle scuole per creare una coscienza attiva e, soprattutto nell’interland, per individuare alberi secolari o interi piccoli boschi, relitti del celeberrimo “boschetto etneo”, ricco di “cerze”. Non bisogna andare poi tanto lontano, ad esempio all’interno della “cittadella universitaria”, intorno all’osservatorio di astrofisica, esiste un gioiello botanico, un bosco di alcuni ettari di querce secolari, una delle ultime tracce della “barriera del bosco” che cingeva Catania a bassissima quota.

Bruciare un albero è un vero delitto infamante; piantare un albero è un gesto di amore e speranza nel futuro. Non sarà poi così difficile farlo capire a tutti.

*Associazione Liberi Ingegneri 

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