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Morto sul lavoro Pasquale Fusco, ucciso dalle disumane condizioni di lavoro

 

Non più Campania Felix, ma assassina. Pasquale Fusco aveva 55 anni. Originario di Caivano, sposato e con tre figli, ogni giorno si alzava alle tre di notte, per lavorare in nero a soli 40 euro al giorno in una serra per la coltivazione di meloni nelle campagne di Varcaturo; a 10 km da Giugliano centro, sulla fascia costiera. Un caldo assassino (le temperature all’interno della serra erano altissime, per una giornata dove si sfioravano già i 32gradi) e le disumane condizioni di lavoro, lo hanno ucciso il 28 agosto. Ma la notizia è stata diffusa solo dopo una settimana. Fusco ha avvertito un malore, comunicandolo agli altri colleghi, poi si è accasciato al suolo. Purtroppo quando l’ambulanza è arrivata, era già morto, stroncato da un infarto. Intervenuti sul luogo i carabinieri con il capitano Andrea Coratza, hanno constatato che lavorava senza contratto. Il titolare dell’azienda è stato, quindi, immediatamente denunciato per utilizzo di manodopera non in regola, omicidio colposo e violazione delle norme in materia di sicurezza sul lavoro, oltre alle gravi inottemperanze in campo igienico-sanitario del luogo. Ma l’orrore non è finito qui. Perché, vedendosi accerchiato, il “padrone” ha anche tentato di regolarizzare la posizione lavorativa di Fusco, quando già era defunto.

La morte dell’operaio agricolo, sfruttato e senza contratto, purtroppo si va ad aggiungere ad una tragica lista, in aumento quest’anno, secondo i dati dell’Inail.  Le denunce di infortunio sul lavoro presentate tra gennaio e luglio sono state 378.671 (-0,02% rispetto allo stesso periodo del 2018), 599 delle quali con esito mortale (+2,0%). Lo comunica lo stesso Istituto, con i dati provvisori riferiti ai primi sette mesi dell’anno. In aumento, inoltre, le patologie di origine professionale denunciate, che sono state 38.501 (+2,7%).

Le morti sul lavoro. Una vera e propria strage della quale si parla poco, se non quando scoppiano tragedie come quella del padre di Caivano. Sulla sua vicenda è intervenuta  l’Unione Sindacale di Base (Usb), ”La morte di Pasquale Fusco – scrivono in una nota – ucciso dal caldo insopportabile mentre lavorava in nero per 40 euro al giorno nelle serre di meloni a Varcaturo, nel comune di Giugliano in provincia di Napoli, è l’ennesima tragedia in un settore caratterizzato da sfruttamento, paghe misere e imposizioni della Grande Distribuzione Organizzata (GDO) ai danni dei diritti e della dignità di chi lavora la terra. Come Pasquale, costretto ad alzarsi alle tre del mattino, obbligato a spaccarsi la schiena in un ambiente infernale per una manciata di euro”.

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