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“Il papa è molto tentato, è sotto assedio”

 
Incontrando i colleghi dell’Ucsi Papa Francesco ha raccomandato di non aver timore nell’invertire l’ordine delle notizie. L’ordine delle notizie… Poche ore dopo è stato divulgato un testo del papa, relativo al suo incontro con i gesuiti del Mozambico. E l’impressione, leggendo alcuni commenti a quelle parole, è che qualcuno avesse capito di non avere timore a invertire il senso delle notizie. Infatti si è detto che il papa durante quell’incontro si era definito “sotto assedio”. Le parole le ha dette, ma così: “il papa è molto tentato, è sotto assedio.” Dunque niente sacchetti di sabbia dietro le finestre di Santa Marta, niente alabarde. Semplicemente la più importante delle riforme. Fermi al Concilio Vaticano I, quello che proclamò il dogma dell’infallibilità papale, molti considerano il papa un semidio. E invece il papa è un essere umano… Bergoglio ha infatti citato non solo se stesso, ma San Pietro, tentato notoriamente e al punto di tradire. Dunque il papa ha molte tentazioni, è assediato! Perché è un essere umano… Ha bisogno, ha detto Francesco, “dell’intercessione dei fedeli”…. Basta pensare al suo compito e si capisce che possa essere assediato dalle tentazioni, lo si può capire in tanti modi. Tutti umani.

A qualcuno in buona fede ovviamente (fa impressione leggere di un papa che si definisce sotto assedio, questo è chiaro)  ma soprattutto ai custodi della papolatria però questo non interessava.  Anche perché il discorso di Francesco si faceva oltre che riformista (basta papa semidio!) anche spiritualista, mistico, e fortissimo. Spiegava che il papa per resistere alle tentazioni ha bisogno della preghiera del suo popolo. Cosa vuol dire? Lo può capire anche chi non crede in Dio né nella preghiera. E’ abbastanza diffuso un modo di dire che si riferisce a una persona che viene citata in sua assenza. Quando compare gli si dice, “ti sono fischiate le orecchie?” Vuol dire che esiste una comunicazione diversa, un interazione spirituale, non sensoriale. Che avvertiamo. Ecco, Bergoglio diceva, a mio modo di vedere, che per restare la “roccia della fede” il papa ha bisogno dell’interazione spirituale, mistica, non sensoriale, ma profonda, intima, vera, con il popolo di Dio. E allora come non chiedersi se i credenti preghino per il loro papa, avvertano il peso delle sfide che fronteggia. Con i rigidi monsignori “ in tonaca nera e il cappello a forma di pianeta Saturno”. Con chi definisce eretico il sinodo sull’Amazzonia. Con chi non capisce cosa sia “l’ecologia integrale”. Con chi gli chiede anatemi sui divorziati risposati. E non solo: con chi non dialoga con la sua dialogicità, con insiste a dipingere il mondo della sua fede e di tutte le fedi come oscurantista. Ecco, le sfide, le tentazioni che accompagnano tutti i papi vanno capite come tentazioni di un essere umano chiamato a essere guida spirituale universale. Quelle di Francesco come le tentazioni di un uomo sul grava il peso di essere il leader morale globale in un’epoca di nichilismi. Chi interagisce con lui, chi prega, o non sapendo pregare gli manda “buona onda”?

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