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Maledetta estate

 
Maledetta, questa estate del 2019! Maledetta per il caldo asfissiante, per l’incertezza, per la crisi permanente della politica e delle istituzioni, per il vuoto che regna intorno a noi ma, soprattutto, per alcuni strazianti addii che stanno caratterizzando questi ultimi giorni.
Ci siamo gia occupati della scomparsa di Andrea Camilleri e Luciano De Crescenzo ed ecco che ora siamo chiamati a fare i conti con gli addii, non meno dolorosi, di Ágnes Heller, straordinaria filosofa e intellettuale ungherese, e di Francesco Saverio Borrelli, il capo della Procura di Milano ai tempi di Mani Pulite, colui che, con sobrietà e rigore, condusse alla sbarra alcuni dei protagonisti principali della Prima Repubblica, di fatto ribaltando i partiti storici e scoperchiando un verminaio che ha finito col travolgere l’intero sistema.
Se ne vanno proprio ora che avremmo un disperato bisogno della loro autonomia di pensiero e del loro spirito critico, del loro esempio e del messaggio di speranza che erano in grado di incarnare. Se ne vanno al termine di esistenze lunghe ed intense, segnate dalla lotta per una società più giusta e da una straordinaria umanità, dal coraggio di non arrendersi mai e da un’encomiabile forza d’animo. Se ne vanno dopo aver attraversato quasi un secolo e visto e vissuto alcuni dei suoi diluvi: dal fascismo alla repressione sovietica, senza mai scomporsi né perdersi d’animo, senza mai perdere la voglia di lottare, senza mai rassegnarsi all’abisso, senza mai smettere di essere se stessi. Se ne vanno mentre i rispettivi paesi, Ungheria e Italia, sono in condizioni difficilissime, entrambi soggetti a governo pessimi e pericoli autoritari, con le principali libertà democratiche messe in discussione e il patto repubblicano che viene progressivamente meno, sotto i colpi di molteplici ingiustizie.
Ágnes Heller costituiva un grido contro la barbarie di Orbán, Borrelli ha legato la sua immagine recente a quell’invito alla resistenza non tanto contro il berlusconismo quanto contro una certa idea del vivere civile che di civile ha sempre avuto poco o nulla.
Una generazione si sta spegnendo e, purtroppo, non si vedono eredi all’altezza.
P.S. Questo articolo è dedicato alla memoria di Marlon Brando, il quale ci disse addio il 1° luglio di quindici anni fa, al termine di un’esistenza controversa e durata ottant’anni. Che la terra gli sia lieve.

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