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I campi rom non sono ghetti né lager 

 

Recentemente ho discusso con un politico della Lega Nord, il quale sosteneva che le politiche di Salvini, orientate agli sgomberi, sono politiche civili e umane, perché di fatto chiudono quelli che molte associazioni definiscono “lager” o “ghetti”. Gli ho risposto che queste ideologie sono antistoriche e false, perché da ghetti e campi di concentramento non si poteva uscire (al contrario, spesso si era destinati all’uccisione), mentre da QUALSIASI CAMPO ROM le famiglie e i singoli individui possono uscire quando lo vogliano, senza alcuna limitazione della loro libertà. Dunque sono politiche basate su una menzogna. L’eliminazione del razzismo e il libero accesso al lavoro per ogni minoranza e gruppo sociale elimina automaticamente qualsiasi campo. E se non lo eliminasse, significherebbe che quel campo è voluto dai suoi stessi abitanti, per i quali quel luogo di rifugio è la migliore alternativa disponibile, in attesa di tempi migliori. Dunque, combattere i campi rom significa combattere un diritto umano fondamentale: quello di trovare riparo su un pezzo di terra, trovandosi in condizioni di indigenza. 

Nella foto, muro di un ghetto ebraico. Nessun campo in cui vivono persone indigenti, libere di spostarsi, può essere paragonato ai luoghi di concentramento e sterminio.

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