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A Hebron tutto è diviso, anche la tomba di Abramo

 

 

L’ultima notizia che arriva da Hebron, città della Cisgiordania, è la decisione di Israele di non rinnovare il mandato della TIPH (Temporary International Presence in Hebron). La missione, neutra e non armata, composta da uomini civili di Danimarca, Italia, Norvegia, Svizzera, Svezia, Turchia, era stata accordata sia dall’Autorità Nazionale palestinese, sia dal Governo israeliano nell’ambito di accordi stipulati dopo il succedersi di gravi tensioni nella città. Tra il 1994 e il 1997, anni molto difficili e cruciali per il destino di Hebron, le due parti hanno più volte rivisto e accordato le condizioni di intesa sul dispiegamento di questi osservatori esterni. Fino ai fatti più recenti.

Con l’accusa di agire contro il proprio Paese, Netanyahu ha liquidato la missione e gettato, di fatto, nuovo fuoco su un territorio molto fragile. Hebron è considerata – a ragione – la città simbolo della complessa e violenta storia del conflitto israelo-palestinese. Qui tutto, dai luoghi sacri alla presenza massiccia di checkpoint fino alle strade vietate al passaggio dell’una o dell’altra popolazione, parla di odio insuperabile e di divisione.

Filo spinato, grate di protezione, militari fanno da cornice alla vita quotidiana della città. Hebron – in arabo al-Khalil, ovvero amico di Abramo – affonda le sue radici nella storia biblica degli ebrei (più volte compare nell’Antico Testamento). Nel 638 la città è conquistata dagli arabi e poi dai crociati nel 1099, per ritornare sotto il dominio musulmano nel 1187. Dopo la prima guerra arabo-israeliana nel 1948-49 Hebron viene annessa dalla Giordania e, dopo il conflitto dei sei giorni del 1967, occupata da Israele.

Qui anche i massacri da ricordare sono divisi: ogni popolo ne ha uno in memoria. Per gli ebrei, il 1929 è stato l’anno più terribile ad Hebron, con l’uccisione violenta degli israeliani nella città vecchia da parte degli arabi. I palestinesi legano la loro attuale situazione al massacro del 1994.

L’ultimo e attuale assetto di Hebron come città divisa risale al 1997. La spartizione delle aree cittadine nel settore H1, l’80% del territorio, sotto il controllo dell’Autorità Nazionale Palestinese e in H2, il restante 20%affidato all’amministrazione israeliana, è la diretta conseguenza del grave attentato del 1994.

Il tragico episodio ha segnato per sempre la città nel suo luogo più significativo: la grotta di Macpelà o Tomba dei Patriarchi. Il complesso sacro è il secondo per importanza nella tradizione ebraica poiché vi sono sepolti i Patriarchi di Israele Abramo, Isacco e Giacobbe. Qui c’è anche la moschea Ibrahim, moschea di Abramo (così viene chiamato tutto il complesso dai musulmani), considerato il quarto luogo santo per… Continua su vociglobali

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