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Trento. Articolo 21 per la libertà di pensiero

 

“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”. Questo il sottotitolo della tavola rotonda dedicata all’Articolo 21 della Costituzione, tenutasi a Trento il 31 gennaio presso la Facoltà di Giurisprudenza, su organizzazione dello stesso ateneo in collaborazione con il Sindacato e l’Ordine dei giornalisti del Trentino Alto Adige e la FNSI.

Fulvio Cortese, Preside della Facoltà di Giurisprudenza, ha aperto l’incontro sottolineando l’importanza di rimettere al centro l’esercizio di “una libertà in movimento” che oggi, in un’era in cui l’informazione è apparentemente accessibile a tutti, “richiede una maggiore responsabilità individuale, ed è forse ancora più difficile oggi da difendere considerati i diversi attacchi che questa libertà subisce”.

“Siamo qui proprio per capire che cosa si può e si deve fare oggi, per tutelare questa libertà costituzionale”, ha aggiunto il segretario del Sindacato del Trentino Alto Adige, Rocco Cerone, “Perché mai come oggi, dal lontano 1920, c’è stato un periodo di attacco così intenso ai giornalisti, in un paese, l’Italia, dove 19 giornalisti sono sotto scorta”. A proposito di azioni concrete che si avvieranno in Trentino, Cerone ha ricordato il protocollo d’intesa che ha siglato la stessa mattina assieme all’assessore alla cultura della Provincia autonoma di Trento, Mirko Bisesti e al presidente dell’Ordine regionale dei giornalisti Mauro Keller, per avviare nelle scuole incontri dedicati ai temi dell’informazione, all’uso consapevole della rete, al contrasto delle fake news e dei discorsi d’odio.

Ma il problema, ha sottolineato poi il presidente della FNSI, Giuseppe Giulietti, non è solo causato dalle nuove tecnologie. “Siamo in piena post-democrazia, dove gli il rischio di perdere la libertà di espressione colpisce non solo i giornalisti, ma anche avvocati, magistrati e intellettuali”. L’Articolo 21 della Costituzione, ha aggiunto Giulietti, è datato perché nato dal periodo post.fascista e ne andrebbe fatta un’oculata rilettura alla luce delle diverse sentenze della Corte: “Sentenze che interpretano questa libertà non solo come diritto dei giornalisti alla pubblicazione, ma anche diritto centrale per la comunità a essere informata e ad avere accesso alla rete”. “Dobbiamo fare attenzione, perché vengono colpiti tutti coloro che si oppongono, è sotto attacco la funzione critica del giornalista”, ha concluso Giulietti annunciando che sarà il tema centrale del Congresso della FNSI di Levico dal 12 al 14 febbraio, intotolato alla memoria del giovane trentino Antonio Megalizzi ucciso a Strasburgo.

Di minacce, aggressioni e attentati alla vita ne sa purtroppo il presidente di Articolo 21, Paolo Borrometi, giornalista che vive sotto scorta da cinque anni e venuto a Trento per portare la sua importante voce: “Assistiamo a un aumento preoccupante di aggressioni ai giornalisti e al giornalismo e ritengo necessario fare rete, anche fuori dai nostri confini nazionali, per difendere il diritto all’informazione e per lottare contro le minacce di cui siamo testimoni”. Ha però aggiunto che si avranno pochi risultati se non si risolve anche la situazione di precarietà dei giornalisti italiani, la questione delle querele temerarie e non si trova un sistema di sostegno finanziario al giornalismo d’inchiesta come viene fatto in altri paesi europei.

A proposito delle iniziative intraprese all’estero, Giovanni Pascuzzi, Ordinario nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Trento, ha voluto ricordare il sottotitolo scelto dal Washigton Post come protesta alle politiche di Trump, “Democracy Dies in Darkness“. “Una frase che aiuta a capire come l’oscurità porti la democrazia alla morte, ed è il ruolo del giornalismo battersi contro il buio”. Dunque, ha aggiunto Pascuzzi,  fare luce su ciò che non si conosce, combattere il sonno della ragione e  far comprendere che discutere non significa “iscriversi a una tifoseria”.

A seguito dell’intervento del magistrato Pietro Chiaro, centrato sulla genesi della libertà di manifestazione del pensiero, è intervenuto il presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Trentino Alto Adige, Mauro Keller. “Al di là degli attacchi”, ha ricordato Keller, “oggi si fa un gioco molto subdolo, come il taglio del finanziamento pubblico all’editoria. Questo minerà il pluralismo e renderà ancora più fragili i tanti giornalisti sottopagati e non contrattualizzati se messi sotto pressione dagli editori.”

La difesa della libertà di stampa, o meglio della libera manifestazione del pensiero, proseguirà in Trentino anche con il neonato gruppo locale dell’associazione Articolo 21, che si affianca ai gruppi esistenti in altre regioni, come annunciato in chiusura da Rocco Cerone.

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