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Di Maio, dopo la batosta in Abruzzo se la prende con Bankitalia

 

Bloccata la conferma del vicedirettore. De Mattia: vogliono mettere le mani sull’Istituto. La bufala sulla riserva aurea. Il ruolo decisivo di Mattarella

Una sbronza, di quelle che lasciano il segno. Non solo barcolli, non ti reggi in piedi. Dici cose insensate, che non hanno né capo né coda. Passi se si tratta di una persona qualsiasi, magari uno che ha bevuto un sorso di troppo durante una festa, oppure  si è lasciato andare per ammazzare un dolore, tipo la moglie che se ne è andata. Ma se  il protagonista di una sbronza, perché di questo e non di altro si tratta, è un autorevole personaggio del mondo della politica, addirittura il vicepremier e anche ministro per lo sviluppo economico e del Lavoro, le cose cambiano e non possono che destare preoccupazioni, visto lo stato disastroso in cui il governo gialloverde ha cacciato il nostro paese, leggi manovra di Bilancio e decreti a ripetizione, con la recessione che ormai è cosa data. E lui, il Di Maio, strilla e vuole mandare a casa i vertici di Bankitalia, a partire dal vicedirettore. Al vicepremier pentastellato si aggiunge un altro personaggio importante, Claudio Borghi, il leghista, presidente della Commissione Bilancio della Camera, il quale insiste perché vengano usate le riserve auree, “l’oro degli italiani” per affrontare il problema del debito pubblico.

Furlan: l’autonomia  non è in discussione. Saccomanni: le riserve non si toccano

Dice AnnaMaria Furlan, segretaria generale della Cisl, che “L’autonomia di Banca d’Italia non è in discussione. Come invece rafforziamo gli strumenti della vigilanza, del controllo, in modo particolare preventivo, deve essere il tema che ci deve appassionare tutti. Questa vicenda – prosegue –  è una cartina di tornasole”. Già il segretario generale di Fisac Cgil si era espresso a difesa dell’autonomia di Bankitalia. Per quanto riguarda l’uso delle riserve auree il presidente di Unicredit, Fabrizio Saccomanni rispondendo a una domanda di Radio 24 fa presente che “In Francia e Giappone, dove il debito pubblico è alto, ricorrere ad una scorciatoia che definirei contabile, come attingere alle riserve auree, non fa parte del dibattito politico”. Se si “riduce il passivo utilizzando le riserve auree – ha aggiunto Saccomanni – non si ottiene un grande risultato e si perde un importante strumento di presidio e garanzia”. Dal versante politico si fa sentire Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia. Dire che ‘l’oro degli italiani è degli italiani’ afferma, infatti “non significa che un governo possa… Continua su jobsnews

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