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La crisi di diseguaglianza dei gilet gialli impone una tassa sulla speculazione finanziaria

 

Ambasciatore  Christian Masset, 

il discorso del Presidente Macron ai “gilet gialli” è un palliativo per la sofferenza che la concentrazione di ricchezza provoca con la dilatazione della povertà. Un processo iniquo di accumulo favorito dalla speculazione finanziaria. Da anni, milioni di cittadini europei premono per istituire una Tassa sulle Transazioni Finanziarie, così bassa che se ne accorgerebbero solo gli speculatori che processano enormi quantità di titoli al minuto. Dieci Paesi membri – tra cui la Francia – stanno portando avanti una collaborazione rafforzata per applicare questa tassa. Ma proprio quando si stava per raggiungere un accordo, la Francia (con la Germania) ha opposto resistenza con motivazioni pretestuose e dilatorie.
Ambasciatore  Christian Masset,
alla luce dei disordini provocati dalla “crisi di disuguaglianza” evidenziata dai gilet gialli, le chiedo di riferire al suo Governo le attese di una opinione pubblica europea sempre più vasta e organizzata per un’equa redistribuzione dell’enorme ricchezza accaparrata dagli speculatori finanziari; e premere affinché la Francia – nel tavolo della cooperazione rafforzata – favorisca, invece di frenare, l’applicazione della Tassa sulle Transazioni Finanziarie, per utilizzarne il cospicuo gettito per la lotta alla povertà, per il contrasto al deterioramento dell’ambiente e del clima, per attuare una vera cooperazione internazionale per rimuovere le cause di migrazione.
Tassare i miliardari chiusi nei loro grattacieli è il segnale forte che un paese come la Francia – culla dell’uguaglianza – non può più ignorare. E in questi tempi di sofferenza diffusa, questa svolta potrebbe essere la “nuova Rivoluzione” che annuncia il riscatto del 99% dei tormentati, contro l’ 1% dei voraci.

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