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In migliaia alla manifestazione antirazzista a Roma. Pullman bloccati per ore dalla polizia ai caselli autostradali

 

Questo sabato 10 novembre, che dalle 14.00 ha restituito un significato alla parola popolo, è cominciato purtroppo ben prima delle 14,00, ora di convocazione della manifestazione contro il razzismo e il decreto sicurezza, un decreto che secondo i manifestanti creerà tantissima insicurezza, oltre che ledere principi di solidarietà e umanità ritenuti irrinunciabili. A richiamare lattenzione di chi si preparava ad andare a Piazza della Repubblica, sono stati i messaggi, le telefonate di tanti amici, che sui pullman organizzati da tuttItalia facevano presente già verso le 13.00 di essere bloccati da almeno unora ai caselli daccesso a Roma. I loro racconti parlavano di attesa estenuante, ingiustificata. Poi hanno raccontato di controlli: controllo dei documenti, degli striscioni, minuziosamente controllati uno a uno. Perché? Difficile trovare una risposta convincente o non preoccupante. Fatto sta che alcuni hanno riferito di essere riusciti a raggiungere il centro di Roma dopo due o tre ore di attesa, passando per controlli minuziosi e non spiegati. Non è una conferma del principio costituzionale di libera espressione del proprio pensiero, e sarebbe importante avere dei chiarimenti al riguardo. Emotivo di attenzionamento esprimersi contro il razzismo?

Questo prologo preoccupante meriterebbe chiarimenti non solo da chi ha la competenza al riguardo, ma anche dai partiti che parlano di amore, di manovre o politiche fatte con cuore: anche queste misure che non confermano il pieno rispetto per gli italiani, quali erano i bloccati ai caselli su decine di pullman regolarmente noleggiati e diretti a Roma nel pieno rispetto della legalità per esprimere unopinione politica e sociale, appaiono loro ispirate dal cuore, dallamore per gli italiani?

Questa premessa però deve rimanere tale, perché la storia da raccontare è laltra, il fatto che a Roma nel pomeriggio di sabato 10 novembre la parola popoloha ritrovato un senso, un significato chiaro. Un significato profondamente romano, visto che i santi patroni della città, Pietro e Paolo, a Roma hanno trovato la morte, non certo la nascita. Venivano invece, come è ben noto, da molto lontano, ma sono da secoli San Pietro e San Paolo, i santi per cui Roma si ferma il 29 giugno di ogni anno. Eanche nello spirito di città italiana con patroni due santi stranieri, venuti da molto lontano, che almeno 30mila persone, convocate da almeno 400 associazioni, si sono riunite per dire no al razzismo. Estato il primo grande corteo romano extraparlamentare, nel senso che in piazza non si vedeva né una bandiera né un volto riconducibili a partiti presenti in Parlamento. Qualcuno assente perché favorevole al decreto avversato dalla piazza, qualcuno assente perché immerso nei suoi riti pre congressuali, o perché interessato ad altri rituali. Proprio queste assenze di partiti che poco hanno da dire a chi voleva manifestare la sua adesione a diritti umani e non a conventicole partitiche hanno trasformato quella piazza in un popolo. Un popolo che veste in modo diversi, pensa in modi diversi, prega in modi diversi, o magari non prega, ha diverse finalità, ma rispetta, apprezza sia chi sa pregare sia chi non sa farlo, non  criminalizza le diversità, anzi, sceglie di viverci insieme. Questo popolo ha restituito alla parola popolo un significato non primordiale, illiberale, ma quello opposto, contrario. Io ho seguito il corteo con la delegazione di siriani presenti in piazza, con la loro bandiera, quella con tre stelle, cioè la bandiera dello stato siriano prima del golpe degli Assad. A differenze di altre circostanze il popolo siriano era presente con la bandiera sua e non di chi lo tortura, e mi ha fatto enormemente piacere applaudire con loro Mimmo Lucano, lex sindaco di quella Riace che come loro si sente cittadino del suo paese ma anche di questo nuovo popolo romano e dellItalia nella quale tutti si trovano, nel rispetto della legalità. Ai fan dellaltra bandiera lascio volentieri ladesioni a cortei promossi da sigle che richiamano i tempi bui dellEuropa.    

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