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“E’ in atto un tentativo pericoloso di sottomettere il mondo del giornalismo”. Intervista a Furio Colombo

 

“Forse Di Battista si sta perdendo un’occasione” secondo Furio Colombo al quale abbiamo chiesto: “Si è mai sentito dare del giornalista sciacallo?”.
“Ovviamente no. Ma non mi sono mai neppure trovato in passato in circostanze simili a quelle in cui stiamo vivendo: una maggioranza finta composta da due partiti avversari gestita da un Primo ministro che non appartiene alla politica e di cui quindi, con tutto il rispetto, non sappiamo niente.
È naturale che in un simile clima succeda di tutto soprattutto sul versante delle cattive maniere”.

Usare il termine “puttana” non è sintomo più che altro del disprezzo verso le donne piuttosto che un insulto alla categoria dei giornalisti?
“Purtroppo il disprezzo nei confronti delle donne non è attribuibile solo a questo fatto. Usare un termine così spregevole isolandolo come segno di disprezzo estremo perché richiama le donne ne fa un insulto ben più grave delle “vittime” ( i giornalisti) a cui era indirizzato.
Il disprezzo  verso le donne nel nostro Paese è radicato e profondo. È nella visione persino della quotidianità dove quel termine, che vuole rimarcare inferiorità, è purtroppo usato frequentemente nelle conversazioni. Rimane la gravità dell’insulto”.

Quali sono dal suo punto di vista i peggiori e più pericolosi difetti della categoria dei giornalisti? 
“Non dobbiamo cadere nel tranello di far rientrare questi insulti nel contesto di una gara fra giornalisti bravi o meno bravi, buoni o cattivi. Normalizzare le offese facendole confluire nel calderone di che cosa si debba fare per migliorare il giornalismo sarebbe del tutto fuorviante. Il tema è la politica con il grande potere che esprime e il tentativo pericoloso di sottomettere il mondo del giornalismo”.

Peggio gli insulti rivolti ai giornalisti italiani oppure il ritiro dell’accredito alla Casa Bianca ordinato da Trump?
“Nella  vicenda di Trump  una cosa  mi ha molto  colpito negativamente  e una positivamente e che vedo in rete.  Ciò che mi ha colpito negativamente è che nessuno dei collegi del giornalista brutalmente espulso abbia fatto il  gesto di uscire con lui. Avevano un potere enorme: lasciare il presidente davanti alle sedie vuote e non lo hanno esercitato. La buona notizia è che un giudice  ha prontamente accolto  la denuncia contro il presidente del giornalista cacciato e ha sentenziato che il presidente  ha torto e deve restituire l’accesso alla Casa Bianca  al giornalista che ne era  stato privato. Il fatto che esiste un giudice coraggioso che in soli due giorni insegna le buone maniere al presidente degli Stati Uniti  ci racconta cose confortevoli delle democrazia americana. Tutto ciò in Italia non poteva succedere nel giro di due giorni. Per quanto riguarda i nostri  colleghi  del giornalismo italiano non possiamo non notare che tutti si sono scandalizzati degli insulti come non li avessero mai sentiti ( purtroppo la tradizioni esiste) e hanno continuato a raccogliere, in grandi gruppi pieni di attenzione e microfono dichiarazioni intorno  ai leader che gli avevano appena insultati. Avrei preferito un giorno di astensione” .

In poco tempo si è passati dal “giornalista del giorno” sul blog alle liste dei giornalisti con la schiena dritta.
“Il punto va analizzato sul piano psicologico. Siamo di fronte a Di Battista ad un giovane uomo che nel pieno del suo vigore può permettersi il lusso di prendersi un anno sabbatico per viaggiare insieme alla sua giovane famiglia in luoghi straordinari, visitare comunità e conoscere da vicino la povertà – se è vero che sta visitando i luoghi che ci racconta -. E dopo un anno di assenza dall’Italia e di immersione in un mondo che certamente gli ha offerto conoscenza, sorprese e un diverso rapporto con l’umanità, alla fine di questo viaggio straordinario cosa fa? Si mette a parlare come se avesse vissuto nello scantinato di un  partito italiano. Nel ragazzo non c’è segno di cambiamento e non c’è segno di avventura. Questo per me è un vero mistero”.

Un viaggio straordinario che racconterà in un libro che verrà pubblicato dalla casa editrice della famiglia Berlusconi
“Questo è molto interessante dal punto dei buoni contratti editoriali. Speriamo allora che Di Battista in questo libro ci dica tutto ciò che non ha detto finora del suo anno di libertà”.

La politica che si definisce nuova dal suo punto di vista quanto beneficia e si alimenta delle campagne d’odio sul web?
“L’antipolitica come espediente per cacciare quelli che c’erano prima ha favorito i peggiori. Nel senso di aver dichiarato chiunque abbia partecipato come uguale ai peggiori. In ogni caso sembra essersi verificato un cambio della guardia tra coloro che potevano essere elencati come i “peggiori” nella Repubblica segnata dalla corruzione che sono ora sostituti dai portatori di sentimenti cattivi e crudeli che non sono mai stati espressi con tanta foga e passione come ora. Si pensi alla nuova presidente della Commissione Diritti Umani la senatrice Stefania Pucciarelli della Lega che si è augurata “i forni per i profughi e i “clandestini” che sono ancora in Italia”.

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