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Vincerà Golia

 

Il ministro dell’interno sta distruggendo il modello Riace, l’algoritmo dell’accoglienza gestito da Mimmo Lucano con quel tanto di disobbedienza civile indispensabile per “fare”. Un uomo perseguitato, un paese distrutto, centinaia di persone – gli immigrati che ormai per molti italiani persone non sono – disperse in altre realtà o rimandate nei loro paesi, famiglie disgregate. E’ una scelta precisa, un messaggio chiaro, minaccioso e violento nei confronti di chi si muove in favore degli immigrati, di chi cerca di difendere la bandiera dell’accoglienza che pure gli italiani avevano tenuto alta per anni.

Intanto a Lodi, e per quanto se ne sa in molte altre scuole del nord, i bambini stranieri non ammessi alla mensa mangiano un panino in una saletta appartata e non nella mensa con i compagni. Appartata. Manca soltanto il cartello “black only” e siamo nel Sud Africa del pre Mandela.

Il disprezzo verso il diverso è ormai orrore che si vede ogni giorno, anche nel proprio quartiere, in ogni città. Ho visto con i miei occhi un ragazzo, italiano e bianco, ma claudicante e un po’ in difficoltà con la parola, letteralmente cacciato dalla cassa di un supermercato da un addetto alla sicurezza e poi fatto tornare in fila da noi clienti aiutandolo a spiegarsi meglio e a chiarire tutto con la commessa.

Ma in questo paese, che sta diventando orribile, la famiglia Cucchi ha vinto la sua battaglia di verità contro il potere, con la forza di una tenacia durata dieci anni e con il supporto di tante organizzazioni che silenziosamente ma senza perdere un colpo hanno combattuto giorno dopo giorno. Lo stesso risultato aveva già ottenuto la mamma di Federico Aldovrandi, e ora lo stano per ottenere i genitori di Serena Mollicone. E vogliamo parlare della tragedia di Bolzaneto nel lontano 2000, di tutto quello che quei ragazzi e le loro famiglie sono riusciti a dimostrare? Gente che non si è venduta per un po’ di soldi, che non ha omaggiato i potenti per ricavarne vantaggi, che non ha cambiato casacche e colori e non si è fatta corrompere per abbandonare la battaglia.

La tenacia, la costanza, il coraggio e la pazienza, a volte ce la fanno. Mi viene da pensare anche all’altruismo e alla fantasia. E a quell’episodio della Bibbia che tutti ricordiamo, anche se la Bibbia non l’abbiamo letta: David e Golia. Il pastorello che si toglie la corazza, trova le pietre giuste e usa bene la sua fionda, fatta con due rametti di legno.

Ecco, adesso è il tempo del buio, a Riace si piange, ma anche in questa storia, e ancora in mille altre, se non ci sarà indifferenza ma resistenza, alla fine vincerà Golia. Crediamoci tutti insieme.

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