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Testate gruppo Ciancio, sindacato e giornalisti: «Chiediamo rispetto e tutele per i lavoratori»

 
Fnsi, Associazioni regionali di Stampa e i Cdr della Sicilia e della Gazzetta del Mezzogiorno ribadiscono la preoccupazione per i posti di lavoro e auspicano che gli amministratori designati dal tribunale «tengano in debita considerazione la peculiarità delle aziende editoriali». La prossima settimana il segretario Lorusso sarà a Palermo per incontrarli. Il link al video della conferenza stampa.
Rispetto e tutele per i lavoratori delle testate del gruppo Ciancio sequestrate dal tribunale di Catania. È l’appello lanciato dalla sede della Federazione nazionale della Stampa italiana dal sindacato, dai rappresentanti delle Associazioni regionali di Stampa e dai Comitati di redazione della Sicilia e della Gazzetta del Mezzogiorno che si sono incontrati oggi a Roma per fare il punto della situazione in cui versano i giornali e le emittenti affidate agli amministratori Angelo Bonomo e Luciano Modica.

Mario Ciancio Sanfilippo è sotto inchiesta per presunto concorso esterno in associazione mafiosa. «Questo però non significa che i giornalisti delle sue testate siano coinvolti o conniventi con la mafia e la storia della Sicilia lo testimonia», hanno ribadito Vittorio Romano e Maria Ausilia Boemi, del Cdr, e il direttore del quotidiano siciliano, Antonello Piraneo.

«Nel rispetto del lavoro e delle esigenze di tutti, confidando nell’attività della magistratura e fermo restando il principio di non colpevolezza fino a sentenza definitiva, quello che preoccupa il sindacato è la situazione che i lavoratori delle testate, i giornalisti dipendenti e collaboratori e tutto il personale dei giornali e delle televisioni, si trovano costretti ad affrontare con il sequestro dopo aver già sopportato stati di crisi, ammortizzatori sociali e una crisi senza precedenti dell’intero settore», ha rilevato il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso.

«I magistrati hanno il delicato compito di indagare e di fare chiarezza su quanto accaduto in questi lunghi anni, ma auspichiamo che le indagini non pregiudichino il lavoro delle redazioni e, soprattutto, che gli amministratori tengano in debita considerazione la peculiarità delle aziende editoriali e non si limitino ad una gestione ragionieristica delle testate. Non accetteremo che siano spente altre voci libere del Mezzogiorno, dove giornali e aziende editoriali serie sono già pochissimi», hanno ribadito il segretario Lorusso e il presidente Giuseppe Giulietti.

Il segretario dell’Associazione Siciliana della Stampa, Roberto Ginex ha contestato che si sia arrivati a sequestrare anche le testate giornalistiche, nell’ambito di un impero economico ben più ampio e diversificato, e ha posto l’attenzione sulla sorte dei lavoratori, «in special modo dei collaboratori della Sicilia, che già hanno affrontato e affrontano grandi difficoltà economiche».

Anche il presidente dell’Assostampa Puglia, Bepi Martellotta, ha puntato i riflettori sulla questione dei collaboratori della Gazzetta del Mezzogiorno, «in una situazione economicamente già molto delicata di un giornale che comunque resiste sul mercato, a riprova della qualità del prodotto giornalistico e del lavoro dei giornalisti che lo realizzano», ha osservato.

Umberto Avallone, presidente della Associazione della Stampa di Basilicata ha denunciato come «l’editore non si sia mai interessato del rilancio del giornale, anzi: l’azienda è arrivata a chiudere la redazione di Matera della Gazzetta del Mezzogiorno proprio qualche mese prima dell’inizio delle celebrazioni per Matera Capitale della Cultura 2019».

Di «frustrazione e preoccupazione» ha parlato Giovanni Longo, del Cdr della Gazzetta del Mezzogiorno, mentre il Comitato di redazione e il direttore della Sicilia e il presidente dell’Assostampa Siciliana, Alberto Cicero, hanno respinto con forza le accuse della procura sulle presunte ingerenze dell’editore sulla linea editoriale e stigmatizzato gli attacchi… Continua su fnsi

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