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Querela temeraria contro Fabiana Pacella che mercoledì si difenderà al Tribunale di Lecce. Fnsi e a Art.21: “non la lasceremo sola”

 

Mercoledì presso il tribunale di Lecce, sezione penale, un’altra collega minacciata, oggetto di intimidazioni e querele temerarie, si difenderà. E difenderà l’art.21 della Costituzione. Fabiana Pacella (nella foto), free lance salentina, da oltre quattro anni segue, da sola, una complessa inchiesta che ruota attorno alla Banca di Credito Cooperativo di Terra d’Otranto, una delle casse rurali storiche del Salento. Una banca ritenuta dagli inquirenti, una delle lavatrici della Sacra Corona Unita, la cosiddetta Quarta Mafia.

Due attività d’indagine: una per estorsione aggravata da metodo mafioso, violenza privata, concussione e via a seguire, che vedrà in aula il 29 ottobre prossimo, 8 indagati eccellenti per cui il pm ha chiesto rinvio a giudizio (boss della mala, attuali impiegati di Bcc, e soprattutto il sindaco del comune salentino di Carmiano, Giancarlo Mazzotta, che ancora esercita il suo ruolo ed è ritenuto dal Ros il deus ex machina di questa brutta vicenda); l’altra per riciclaggio, di cui si attendono ancora gli esiti. Un cerchio pericoloso, in cui si uniscono mafia, imprenditoria, politica e finanza.

La collega Pacella, ha subito negli anni pesanti ritorsioni, ed è stata costretta a spostare il suo attento lavoro d’inchiesta su testate differenti, e non locali. Ne ha scritto su Reportime, Plus24 de IlSole24ore, Formiche.net ed oggi su Iltaccoditalia.info e Liberainformazione.it.

A livello locale è stata epurata, spesso messa in discussione da direttori che hanno sostenuto che le sue “notizie” non fossero tali, salvo poi vederle pubblicate con la dovuta dignità su testate nazionali. Ha perso il lavoro, Pacella, e ha difficoltà a lavorare nella sua terra d’origine. Da cui però ha deciso di non andar via. Nonostante, ad ogni colloquio, le venga sbattuta la porta in faccia.

Nonostante la querela temeraria per diffamazione, firmata dagli attuali quadri dirigenti di Bcc Terra d’Otranto, insediatisi dopo il commissariamento dell’istituto, nel 2016 (l’inchiesta prende il via dalle elezioni 2014, ndr), che ad ogni piè sospinto prendono le distanze da chi li ha preceduti ma mai hanno risposto alle chiamate di Pacella che, facendo il suo mestiere con correttezza, ha provato a dare voce a tutti gli attori di questa brutta storia.

La querela riguarda un articolo cofirmato da Pacella e Stefano Elli su IlSole24Ore, il titolo “credito malato” non piace al nuovo presidente di Bcc, così come il contenuto. La querela però cita anche tutta la produzione di Pacella sul giornale online Formiche.net.

Il pm Carmen Ruggiero chiede l’archiviazione, il gip Cinzia Vergine procede con imputazione coatta. Mercoledì mattina si aprirà il processo contro Fabiana Pacella.

In questi mesi la collega ha continuato a lavorare all’inchiesta, pubblicando documenti scottanti (l’ultima tranche del lavoro per intero è consultabile tramite il link https://www.iltaccoditalia.info/2018/08/27/inchiesta-bcc-terra-otranto/ ) e gestendo intimidazioni delle più svariate (telefonate, visite a domicilio di personaggi vicini alla criminalità organizzata, fino a dover smontare l’auto per la possibile presenza di microspie), ha ricevuto due premi giornalistici e due riconoscimenti per la sua attività su Bcc, è stata allontanata dalla testata con cui ha collaborato per 18 lunghi anni, ed è rimasta sola.

Tanti i dettagli inquietanti della vicenda giudiziaria: chi ha agito contro Pacella non voglia denaro poiché il procedimento è penale e non civile, nella querela si parte da un articolo de IlSole24Ore ma poi si cita gran parte della produzione giornalistica in merito a firma solo di Pacella, le due testate di cui si contestano gli articoli non sono mai state citate né i direttori sono stati chiamati, come previsto, in corresponsabilità e correità con la giornalista. Solo alcuni dei dettagli che raccontano come la free lance salentina sia stata colpita in maniera diretta.

La FNSI, Articolo21 e tanti colleghi di buona volontà sono accanto a Fabiana, siamo la sua scorta mediatica. Non la lasceremo sola. E siamo pronti ad accogliere quanti vorranno difendere la libertà d’informazione a schiena dritta contro le mafie e i loro tentacoli.

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