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Il Centro Astalli inaugura “I giardini della memoria e dell’accoglienza”

 

Si sta svolgendo in diverse città italiane l’iniziativa della sezione italiana del Jesuit Refugee Service, il Centro Astalli, in occasione dela Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione. Si inaugurano I giardini della memoria e dell’accoglienza, nelle sette città italiane in cui il centro opera. A Roma con il presidente del Centro Astalli, padre Camillo Ripamonti, c’era il vescovo ausiliare monsignor Ruzza. Prima di benedire l’albero che è stato piantato nel giardino di Piazza Bernini, lui ha ricordato che Gesù “si è fatto straniero”. La strage degli innocenti, ma ancor di più la fuga in Egitto, ricordano a tutti, credenti e non credenti, quanto migrazioni, accoglienza e giustizia siano alla base non solo della nostra cultura ma della stessa realtà oggi più trascurata: esiste un mondo, non tanti mondi. L’arresto del sindaco di Riace, Domenico Lucano, proprio alla vigilia della giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione, ha messo in chiaro a chi non lo avesse capito la centralità del tema posto dalle migrazioni, che Martin Luther King tanti decenni fa già poneva così: “abbiamo imparato a volare come uccelli, abbiamo imparato a nuotare come pesci, ma non sappiamo vivere insieme come fratelli e sorelle.” Il tema sociale dell’integrazione e dei suoi limiti possibili si accavalla con quello evangelico dell’accoglienza come cartina identitaria del credente. Le prospettive possono differenziarsi, ma non opporsi, se si intende rimanere in un tragitto civile. Lo ha detto, in altri termini, anche la rappresentante del primo municipio romano, che in assenza di membri della giunta capitolina ha rappresentato le autorità civili, sottolineando che la zona prescelta, il quartiere di San Saba, ha una storia nella città, una storia segnata dalla resistenza, che qui ebbe un suo epicentro.
E proprio la storia della resistenza ha fatto pensare alla piccola folla presente, fatta di residenti, di immigrati, di volontari, che nel mondo dello scontro di civiltà che sostituisce le questioni sociali con le questioni identitarie, quello dei migranti e di coloro che li accolgono diviene un movimento, un movimento che perde ogni giorno otto suoi figli nel Mar Mediterraneo, otto affogati, o dispersi, ma è un movimento mondiale di milioni di persone che testimonia come lo scontro di civiltà abbia un’alternativa che unisce persone di tante diverse culture, e che saprebbe ricostruire realtà degradate, abbandonate, come Riace, in nuovi centri di vita, di produzione, di incontro. La vita nei paesi del Mediterraneo è sovente venuta dal mare nel corso della storia, e nonostante tante difficoltà e contrarietà barricate nello spirito identitarista sembra proprio che continui ad essere così.
Le iniziative del Centro Astalli proseguono anche nel pomeriggio, a Grumo Nevano, Napoli, alle ore 17.00, presso la sede del Centro Astalli Sud, in Corso Mazzini 7; a Padova alle ore 19.00, presso Casa Comboni, via San Giovanni da Verdara, 139, a Trento, ore 19:30 in Piazza Dante, al termine della marcia in memoria delle vittime dell’immigrazione, alla presenza dell’Arcidiocesi di Trento e di Libera Trentino, di don Luigi Ciotti, dell’Arcivescovo di Trento e del Sindaco di Trento; a Catania alle ore 16.00 presso l’orto dell’Associazione Musicainsieme a Librino, di Viale Castagnola, 4, insieme all’associazione Talità Kum e ai minori stranieri non accompagnati ospitati dal Centro Astalli in viale Moncada.

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