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Articolo 21 ancora nel mirino di squadristi da tastiera. Minacce e offese a Antonella Napoli per un pezzo su dati immigrazione

 

Un nuovo attacco alla libertà di informazione rivolta a un membro di Articolo 21. Ancora una volta a finire nel mirino di squadristi da tastiera Antonella Napoli, ‘colpevole’ di aver analizzato e scritto sui dati relativi all’immigrazione diffusi dal centro studi Idos attraverso la pubblicazione del Rapporto statistico 2018.

“Nello scrivere di immigrazione, riportando dati e facendo semplicemente un’analisi della situazione, mi ritrovo ancora una volta a essere insultata e minacciata. Sembra che a nulla sia valso denunciare chi lo abbia fatto in passato” è stato lo sfogo affidato a Facebook da Antonella Napoli aggiungendo “Vi prego, lasciamo stare la solidarietà.  Quella riserviamola a colleghi come Paolo Borrometi e Federica Angeli che⁩ vivono sotto scorta e rischiano la vita per fare bene il proprio lavoro. Ditemi invece, sinceramente, se ciò che ho scritto su dati immigrazione ignorati, pur ribadendo condanna per ciò che hanno fatto alla povera Desiree, sia stato un errore.
Per me era doveroso rilevare che in pochi abbiano rilanciato il rapporto Idols perché parlare di migranti e ridimensionare la propaganda di Salvini non avrebbe portato audience e consensi”.
“Mi prendo insulti e minacce, a testa alta, perché credo nei temi che seguo e li porto avanti con coerenza. Sempre” ha concluso la giornalista che si occupa da anni di temi esteri, in particolare crisi dimenticate, diritti umani negati e immigrazione.

Antonella Napoli hai più volte subito offese e minacce sul web, compresa l’istigazione allo stupro, e lo scorso 11 settembre ha presentato una denuncia su cui è stata avviata un’indagine della polizia postale.

“La federazione della stampa e articolo 21 sono e saranno se,pre al fianco di  Antonella Napoli,nostra dirigente e coraggiosa giornalista sempre e da sempre dalla parte di chi si batte contro i bavagli e contro ogni forma di discriminazione. Chi pensa di intimidire Lei e Noi perde il suo tempo. Lo trascineremo in tribunale e raddoppieremo il nostro impegno per salvaguardare la Costituzione antifascista e antirazzista” ha dichiarato Beppe Giulietti, presidente della Fnsi.

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