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Perquisizione al cronista del Giornale di Brescia, il 27 luglio il sindacato in visita alla redazione

 
Una delegazione di Fnsi, Alg e gruppo Cronisti Lombardi, guidata da Giuseppe Giulietti, Anna Del Freo, Paolo Perucchini e Cesare Giuzzi, porterà la solidarietà dei rappresentanti dei giornalisti al collega Andrea Cittadini e a tutti i giornalisti bresciani. Intanto la vicenda arriva in Parlamento.
Una delegazione della Federazione nazionale della Stampa italiana, dell’Associazione Lombarda dei Giornalisti e del gruppo Cronisti Lombardi, venerdì 27 luglio alle 17.30, sarà nella redazione del Giornale di Brescia per esprimere solidarietà al collega Andrea Cittadini, cronista di nera e giudiziaria del quotidiano e corrispondente Ansa, nei cui confronti ieri è scattata una perquisizione con il temporaneo sequestro di telefonino e tablet su ordine della magistratura bresciana con l’accusa di ‘istigazione alla violazione del segreto d’ufficio’.

«L’occasione – spiega una nota – sarà quella di ribadire la vicinanza del sindacato ai colleghi della redazione del Giornale di Brescia e, con loro, a tutti i giornalisti bresciani che, in questi mesi, hanno visto crescere iniziative della magistratura tendenti a limitare il loro impegno nel raccontare i fatti del territorio, minando alla base il ruolo della libertà di informazione.

La delegazione sarà guidata dal presidente e dalla segretaria generale aggiunta vicaria della Fnsi, Giuseppe Giulietti e Anna Del Freo, e dai presidenti della ALG e del Gruppo Cronisti, Paolo Perucchini e Cesare Giuzzi.

Intanto la vicenda arriva fino in Parlamento, con l’onorevole Marina Berlinghieri che, esprimendo «piena solidarietà» al giornalista Andrea Cittadini, annuncia di voler presentare «al più presto un’interrogazione parlamentare al Ministero competente per chiarire tutti i contorni della vicenda».

Rispettando e apprezzando il prezioso lavoro che svolge la magistratura nel nostro Paese, scrive la deputata, «ritengo che la libertà di informazione sia un valore imprescindibile per la vita democratica. Per questo condivido la presa di posizione del sindacato dei giornalisti che parlando di ‘colpo al cuore del diritto all’informazione’ coglie pienamente la gravità della situazione».

Sull’accaduto, che giudica «gravissimo», interviene infine anche il sottosegretario per l’Editoria, Vito Crimi, che anticipa due disegni di legge, a prima firma del portavoce al Senato Primo Di Nicola, a tutela delle fonti e dei giornalisti oggetto di diffamazione intimidatoria da parte dei privati.

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