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Eduard Limonov: “Zona industriale”, testimonianza di un uomo fuori dagli schemi

 

“Zona industriale” edito da Teti, è un romanzo autobiografico dello scrittore e politico russo Eduard Limonov che nell’aprile del 2001 fu arrestato con l’accusa di terrorismo, e cospirazione contro l’ordine costituito e traffico di armi. Nel 2003 fu rilasciato per buona condotta.  Il libro racconta le vicende dell’autore dalla sua scarcerazione. Ambientato a Syry, ex area industriale nel centro di Mosca, dove lui abitava in un appartamento spoglio, testimonia la trasformazione di un quartiere simbolo che gli operai lasciano per andare in periferia e al loro posto s’insediano uffici, negozi, auto di grossa cilindrata. Dotato di un coraggio che l’ha portato a vivere scortato da guardie del corpo, messe a disposizione dal partito Nazional – Bolscevico da lui fondato , Limonov fu capace di un atteggiamento profondamente mistico durante gli anni della prigionia che gli ha fruttato rispetto e, probabilmente, la libertà prima del tempo. Individuo poliedrico con sfaccettature di luminosità e buio, nell’esporre il proprio credo filosofico Limonov evoca l’aggettivo “superuomo” a classificazione degli esseri umani, con alta concezione di se stesso come artista – a mio modesto giudizio non oggettiva – non esitando a paragonarsi a Lev Tolstoj. Curiose le sue concezioni sulle donne e sui bambini.

Eppure da queste ferme convinzioni, alcune associabili a sinistra memoria, sprigiona un’energia di vita che s’irradia nel privato e lo rende affascinante per la misteriosa convivenza di aspetti caratteriali contrastanti: cinismo e sensibilità, freddezza ed entusiasmo, abnegazione e individualismo, misticismo e scetticismo insieme. Un artista che intriga proprio per il suo porsi fuori dagli schemi, dotato di un sex appeal che, nonostante l’età – in “Zona industriale” parla di peripezie con l’altro sesso avvenute dopo i sessant’anni – gli rende possibile la conquista di ragazze con trenta, quarant’anni, di meno. Coinvolgente il racconto del suo innamoramento e matrimonio con la bella attrice russa Ekaterina Volkova dalla quale ha avuto due figli. Coinvolgenti le avventure amorose con ragazze occasionali. “In zona industriale” Eduard Limonov, attraverso il suo vissuto contraddittorio e sincero, fa luce sulle sfaccettature della Russia del nostro tempo.

Limonov è lo pseudonimo di Eduard  Veniaminovich Savenko, la sua è una personalità artistica e politica tanto complessa da essersi guadagnato in vita una biografia di Emmanuel Carrère, nella quale comunque lui non si riconosce. Il Partito Nazional-Bolscevico che ha fondato, fu messo fuori legge nel 2007. Fermo oppositore di Putin, nella guerra civile jugoslava degli anni ’90 Limonov sostenne i serbo bosniaci sino a combattere volontario a fianco dei cecchini del criminale di guerra Radovan Karadžic. L’occidente inorridito lo tacciò di nazismo. Eppure Anna Politkovskaja, il cui impegno sul fronte dei diritti umani è indiscutibile, scrisse di lui come d una delle figure più pure della scena politica russa. Eduard Limonov è l’esempio più chiaro del polimorfismo di una personalità e, probabilmente, della sua stessa controversa epoca.

Teti editore 2018
Eduard Limonov
Zona industriale
Pag. 230 – Euro 16

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