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La libertà non è un algoritmo

 

Quando ci siamo accostati ai “testi sacri” di uno dei nostri autori preferiti perchè ci eravamo accorti che parlavano di giornalismo in maniera incredibilmente moderna, non immaginavamo che saremo riusciti a farne un pezzo e forse addirittura una rubrica per il nostro piccolo blog. Sono state la caparbietà e la grande capacità di ricerca e selezione del nostro associato Marco Dal Pozzo che hanno fatto il miracolo. Marco partendo da un libro realizzato dalla casa editrice Orthotes che già di suo forniva un eccellente punto di partenza è andato ulteriormente a scavare nei testi del grande autore individuando i passaggi salienti degli scritti permettendoci di realizzare una vera e propria intervista, tutta dedicata al giornalismo e in particolare alla rivoluzione digitale del giornalismo, al celeberrimo personaggio in questione che purtroppo ci ha lasciato già da tanti anni. Il personaggio intervistato dal nostro Marco Dal Pozzo è Antonio Gramsci e lo spunto per realizzare questa intervista “postuma” ci è venuto leggendo alcuni passaggi dai Quaderni del carcere del grande intellettuale sardo. Passaggi in cui abbiamo trovato  freschezza e sostanza su argomenti e temi del giornalismo di cui quotidianamente ci occupiamo. Il libro di Orthotes che analizza e riporta le riflessioni gramsciane sul giornalismo e più in generale sul funzionamento del mondo dell’informazione è stato un eccellente compagno di viaggio per questa nostra riflessione sul tema e per fornire gli spunti all’intervista impossibile che successivamente Marco Dal Pozzo ha realizzato. Quindi grazie ai curatori del volume, grazie a Voi per l’attenzione e buona lettura!

Qual è il dovere del Giornalismo?

E’ dovere dell’attività giornalistica seguire e controllare tutti i movimenti e i centri intellettuali che esistono e si formano nel paese. Compito del giornalismo è cioè disegnare la mappa intellettuale del paese tenendo conto delle spinte innovatrici che si verificano. Nel far questo, però, si dovrebbe tener conto del fatto che all’inizio un movimento è sempre incerto, di avvenire dubbio: non è necessario che esso sia fornito delle doti di coerenza e di ricchezza intellettuale: non sempre sono i movimenti più coerenti ed intellettualmente onesti quelli che trionfano. Spesso anzi un movimento trionfa proprio per la… Continua su lsdi

 

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