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Scorta mediatica per Giulio Regeni, oggi più che mai giorno del ricordo

 

Oggi è il giorno in cui l’Italia di Giulio si fa scorta mediatica per dire  basta agli equivoci, ai tentativi maldestri e infruttuosi, e al silenzio. Soprattutto al silenzio. Al silenzio terribile che ha seguito in questi mesi e ancora accompagna il rientro dell’ambasciatore italiano al Cairo. Al silenzio che è stata la cifra di un periodo e la risposta di una nazione a un gesto disperato come quello di chiedere giustizia a chi aveva ucciso, di chiedere verità a chi stava occultando le prove, un gesto che avrebbe avuto la sua sola giustificazione nella raccolta di una risposta di verità. E invece: il silenzio. Il governo egiziano ha evidentemente interpretato la scelta del rientro del nostro ambasciatore come una resa ed un invito a chiudere la questione con il silenzio. E invece il silenzio, se può bastare a qualche politico, non basta a  farci dimenticare né a fermarci. Se nelle recenti elezioni pochissimi hanno parlato  di Giulio, noi abbiamo continuato a parlarne. E a chiedere.  Il silenzio non basta a noi e non può bastare a Giulio. Oggi è il giorno in cui le persone che amano e ricordano  Giulio Regeni  ripetono ad alta voce la loro richiesta di verità e giustizia.

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