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La Svizzera vota ‘No’ all’abolizione del canone. Usigrai: «Sconfitta la retorica contro il servizio pubblico»

 
Con il 71,6% dei voti, quasi i tre quarti dei cittadini e la totalità dei cantoni hanno respinto l’iniziativa ‘No Billag’ e deciso di mantenere il sistema di finanziamento delle emittenti radiotelevisive pubbliche tramite un canone di 392 euro l’anno. Soddisfatti i giornalisti Rai: «Salvati posti di lavoro».

È il più caro d’Europa, ma i cittadini svizzeri hanno deciso di tenerselo. Mentre gli italiani erano alle prese con i tagliandi antifrode delle schede elettorali, Oltralpe si è votato il referendum sul ‘No Billag’, l’abolizione del canone che sostiene la tv pubblica e buona parte dell’emittenza radiotelevisiva locale. Con il 71,6% dei voti, quasi i tre quarti dei cittadini e la totalità dei cantoni hanno respinto l’iniziativa e deciso di mantenere l’attuale sistema di finanziamento delle emittenti radiotelevisive pubbliche tramite un canone di 392 euro l’anno.

«In Svizzera sconfitti il populismo, il qualunquismo e la retorica contro il Servizio Pubblico», è il commento dell’Esecutivo dell’Usigrai. «Il referendum che chiedeva l’abolizione del canone della tv pubblica Svizzera – dicono in una nota i rappresentanti dei giornalisti Rai – è stato bocciato. E anche duramente: oltre il 70% di No! L’Usigrai, insieme all’Assemblea dei Cdr della Rai, si era schierata al fianco delle lavoratrici e lavoratori di Ssr. Quindi oggi siamo soddisfatti: prima di tutto per loro, che hanno salvato i posti di lavoro, poi però anche per questa vittoria di chi crede nel Servizio Pubblico televisivo e multipiattaforma come elemento irrinunciabile di tutte le democrazie europee».

Se l’iniziativa fosse stata approvata non solo avrebbe eliminato il canone, ma sarebbe finita ogni possibilità di trasferimento di denaro dalle casse della Confederazione ai media pubblici. Solo quattro mesi fa, il referendum aveva il sostegno della maggior parte dei cittadini, ma un lavoro intenso del governo e dei cantoni ha fatto pendere il voto per il mantenimento delle condizioni attuali.

L’argomento del governo era che in un Paese che raccoglie cantoni così diversi culturalmente e linguisticamente, è necessaria una rete di mezzi pubblici per coprire eventi di interesse per diversi gruppi di persone e, anche se lo sforzo che è costoso, è compensato dal rafforzamento dei valori democratici e dalla tutela della diversità.

Da fnsi

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