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Macerata: la manifestazione antifascista del 10 si farà, con la Fiom, Liberi e Uguali, Potere al popolo, e altri

 

Ed ecco il Salvini anti-islam, paladino del peggior oscurantismo culturale dal fascismo

Pino Salerno

L’appello lanciato ieri dal sindaco e dalla prefetta di Macerata di “fermare tutte le manifestazioni”, compresa quella indetta da Anpi, Arci, Cgil e Libera, che a malincuore hanno deciso di arretrare, dando appuntamento a una nuova data e a nuova piazza, pare cadere nel vuoto. Diverse altre organizzazioni, dalla Fiom a Liberi e Uguali ai movimenti studenteschi, ai centri sociali, hanno respinto l’invito del sindaco. In una nota, la Fiom conferma la presenza a Macerata di dirigenti sindacali ai massimi livelli e degli operai, perché “non è accettabile mettere sullo stesso piano le manifestazioni antifasciste e le marce squadriste e razziste. Gli spazi di partecipazione democratica contro l’odio e la violenza non possono essere mai trattati come un problema di ordine pubblico. E’ necessaria una forte risposta democratica e pacifica alla violenza fascista e razzista sempre più dilagante nel nostro Paese, dando forza alla grande manifestazione nazionale, già annunciata e prevista a Roma, per ribadire e affermare i valori dell’antifascismo sanciti dalla nostra Costituzione”.

L’iniziativa di Liberi e Uguali a Macerata: partecipazione alla manifestazione e Grasso in visita ai feriti

Sulla stessa lunghezza d’onda la Rete della Conoscenza, l’Unione degli Studenti e Link-coordinamento universitario che da Roma annunciano che scenderanno in piazza. “Saremo a Macerata, sabato 10 – spiega Martina Carpani, coordinatrice nazionale della Rete della Conoscenza – insieme a tanti e tante da tutta Italia”. In una lettera indirizzata al presidente del Consiglio Gentiloni, Roberto Speranza, Nicola Fratoianni e Pippo Civati scrivono che “la scelta che avete fatto di vietare la possibilità di manifestare sabato prossimo a Macerata è sbagliata e pericolosa. Quello che è successo a Macerata ha un nome preciso: si tratta di un atto di terrorismo. Una tentata strage, le cui ragioni hanno una matrice precisa: fascismo e razzismo. Non il gesto di un folle, di un pazzo, di un criminale isolato. Qualcosa di molto più grave. Quando dalle parole di passa alle pistole succede qualcosa che non possiamo ignorare. E di fronte a cui occorre reagire”. Intanto, a Macerata è arrivato Pietro Grasso, presidente del Senato e leader di LeU, che ha fatto visita ai feriti e ha poi incontrato anche la madre di Pamela Mastropietro, Alessandra Verni. “E’ una donna – ha detto Grasso – forte e coraggiosa che mi ha raccontato le difficoltà incontrate dalla figlia. Vuole giustizia non vendetta e, questo, le fa onore. Spera anche che qualcuno possa collaborare per fornire particolari utili a ricostruire completamente la vicenda”. Grasso ha poi condannato il raid contro gli immigrati compiuto da Luca Traini: “Vedere la bandiera italiana che avvolge una persona che spara indiscriminatamente contro le persone inermi, fa male. Sono qui per testimoniare la ferma volontà di opposizione alla violenza razzista e fascista, perché l’antifascismo è un valore fondante della nostra Repubblica e della nostra Costituzione”.

Salvini: benzina sul fuoco delle polemiche strumentali: “L’Islam incompatibile con la nostra Costituzione”. Le repliche durissime di Fratoianni e Anna Falcone: “incostituzionale sei tu”

Nel frattempo, il leader della Lega, Matteo Salvini getta altra benzina sul fuoco delle polemiche strumentali. Questa volta fa affermazioni che rasentano il ridicolo, giudicando addirittura la religione islamica e perfino il suo Libro sacro, il Corano. Ecco le parole deliranti di Salvini: “La questione culturale di fondo è se l’Islam, l’applicazione letterale del dettato di Maometto, oggi è compatibile con i nostri valori, con la nostra libertà e con la nostra Costituzione. Ho fortissimi dubbi. Che l’Islam rappresenti un rischio è evidente, se la dichiarazione islamica dei diritti dell’uomo prevede che la giustizia islamica prevalga sulla giustizia nazionale per me è un problema”. Chissà quale traduzione del Corano ha letto Salvini, anche perché la questione della presunta incompatibilità dei Libri sacri delle tre religioni monoteiste con le moderne Costituzioni pesa su tutte. Un esempio? Se un cristiano dovesse in modo fondamentalistico prestare fede a certe raccomandazioni alle donne (“siate sottomesse” ai mariti) contenute nelle lettere di san Paolo, si troverebbe, ad esempio, a valutare enormi contraddizioni tra la Costituzione (il diritto alla libertà e all’autodeterminazione delle donne) e le prescrizioni paoline. Eppure, non abbiamo notizia di dichiarazioni di Salvini contro il cristianesimo (tralasciamo di consigliare a Salvini qualche buona lettura su secoli di storia cristiana). Contro questo vero e proprio delirio anti-islamico, si schiera Nicola Fratoianni, che in una nota scrive: “Ieri Salvini in Toscana ha insultato la memoria di Sant’Anna di Stazzema e delle vittime di quell’eccidio nazista, con la battuta sull’anagrafe antifascista e quella canina. Oggi definisce l’Islam incompatibile con la Costituzione. Mi pare che il limite venga superato ogni giorno di più. Se c’è qualcosa di incompatibile con la nostra Costituzione sono le sue parole e la sua politica”. Anche Anna Falcone replica a Salvini:  “Caro Salvini è il fascismo a non essere compatibile con la Costituzione repubblicana”. Inoltre, secondo la leader dei “brancaccini”, oggi candidata in Liberi e Uguali, “è il vergognoso tentativo di scaricare sulle differenze di razza, di cultura, di religione lo sfacelo economico e sociale prodotto da più di vent’anni di politiche di destra, e di governi di cui ha fatto parte anche la Lega, che hanno mortificato la Costituzione e la centralità della persona umana. Salvini deve anche assumersi la responsabilità di creare con queste dichiarazioni, ormai quotidiane, un clima di crescente insicurezza e diffidenza tra le persone e nel Paese”, aggiunge.

Dipingere l’Islam come una religione integralmente fondamentalista è parte di una strategia leghista (e fascista) che non nasce oggi, e segue la peggior moda culturale europea che sta affermandosi ovunque, di identificazione del terrorismo con l’intero mondo islamico. L’uscita di Salvini sull’Islam, oltre che pericolosa e sbagliata, punta a sostenere il programma di divieti di costruzione delle moschee, soprattutto in Lombardia, che impedisce perfino la preghiera nel luogo sacro a migliaia di fedeli mussulmani, pacifici e integrati. Se davvero questo vogliono Salvini e la Lega, siamo in presenza dell’oscurantismo culturale più pericoloso che si sia affacciato in Italia dopo il ventennio fascista.

Da jobsnews

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