Sei qui:  / Articoli / Interni / Ilva Taranto. I 9 punti del protocollo del governo e gli 8 giorni per rispondere

Ilva Taranto. I 9 punti del protocollo del governo e gli 8 giorni per rispondere

 

Verrebbe da cantare la canzone di Bennato ” quanta fretta ma dove corri dove vai, se ti fermi per un momento capirai. Io il gatto e lui la volpe siamo in società di noi ti puoi fidar”.
Chi sia il gatto e chi la  volpe non è dato sapere. Di certo dare 8 giorni  per rispondere ad un protocollo come se poi dovesse cader la luna o esplodere l’ altoforno è assurdo per non dire altro.
Comunque questo è. Sindaco e Presidente di Regione cercano soluzioni che diano realmente importanza assoluta e prioritaria alla salute dei cittadini di questa città presa a schiaffi da tutti i governi che hanno avvelenato l’aria e le vite lasciando produrre senza ritegno   in barba ad ogni forme di tutela ambientale e lasciando inascoltate le grida di aiuto.di un popolo in sofferenza per anni. Poi,  8 giorni li vuoi? Me ( come direbbero in Puglia) e “manisciati” ( trad. sbrigati) altrimenti ciao.

Questi i nove punti chiave che il governo  ha inviato a Regione e Comune.
Dopo le riunioni del Tavolo istituzionale ILVA del 16 novembre e del  20 dicembre 2017  c’è posta per te, giunge dunque una nota da parte dei Ministri Calenda e Devincenti per Comune e Regione.   “Si introducono, nel rispetto della disciplina vigente, significativi rafforzamenti della fase esecutiva del DPCM del 29 settembre 2017, atti a recepire le istanze manifestate dalle amministrazioni regionale e locali e dalle organizzazioni sindacali.In particolare: è stata definita una tempistica accelerata per la realizzazione di alcuni interventi di grande rilievo ambientale come la copertura dei parchi minerali e fossili, che consentirà di superare definitivamente il problema delle polveri entro il 2020, e la pavimentazione del parco loppa; è stato previsto un sistema di condivisione con Regione Puglia ed enti locali e di monitoraggio degli interventi di messa in sicurezza e bonifica delle aree esterne al perimetro dello stabilimento da realizzarsi da parte dell’Amministrazione straordinaria a valere sulle risorse del Patrimonio Destinato derivanti dal risarcimento pagato dalla famiglia Riva; in tema di valutazione del danno sanitario sono state individuate modalità di esame congiunto, da parte dei firmatari del protocollo, del rapporto annuale realizzato da Arpa ed ASL competente; e stata prevista la nomina di una Commissione cui partecipano i Comuni dell’area per la definizione delle attività del fondo sociale per Taranto, ossia degli interventi di sostegno assistenziale e sociale per le famiglie disagiate; viene tenuta in attenta consideraz. ione la problematica dei crediti residui vantati dalle imprese dell’indotto, attraverso il pagamento di tutto lo scaduto al 10 dicembre scorso e la ricerca di soluzioni per i crediti pregressi“.

Sono  impegni cogenti per le parti firmatarie del Protocollo che verranno trasfusi in obbligazioni contrattuali tra AMlnvestCo e l’Amministrazione straordinaria.
“Riteniamo, perciò, che lo schema di protocollo soddisfi ampiamente e nel rispetto della normativa vigente le richieste manifestate al Tavolo istituzionale ILVA e da ultimo con la lettera del Sindaco di Taranto del 21 dicembre scorso. Ve lo proponiamo pertanto, a nome anche degli altri ministri firmatari e del Governo tutto, per la sottoscrizione nei tempi necessari ad avviare gli interventi secondo lo stringente cronoprogramma definito dal Protocollo stesso”.

Art. 1 (Esecuzione delle prescrizioni di cui al DPCM 29 settembre 2017 recante “Approvazione delle modifiche al Piano delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14 marzo 20114, a norma dell’articolo 1, comma 8.1 del decreto-legge 4 dicembre 2015, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 1 febbraio 2016, n. 13″).

1. Commissari straordinari di Ilva, AM e, con essa, Arcelor Mittal accettano di assicurare
una ulteriore accelerazione delle attività di esecuzione del piano di investimenti relativo alla copertura dei parchi primari, provvedendo ad una copertura modulare suddivisa in 2 fasi che prevedono rispettivamente la copertura delle aree del Parco Minerale in 24 mesi a partire dal febbraio 2018 e la copertura delle aree del Parco Fossile in 24 mesi a partire dal giugno 2018, con la rimozione del materiale polverulento dalle aree non utilizzate. Tale soluzione, il cui cronoprogramma è riportato all’allegato !, consentirà il superamento dei problemi di spolverarnento entro il gennaio 2020, fermo il completamento dell’intervento relativo al Parco fossile entro il giugno 2020.

2. I Commissari Straordinari di ILVA, con il consenso di AM e, con essa, di Arcelor Mittal si impegnano altresi, per quanto di competenza, a porre in essere quanto necessario per anticipare l’avvio dell’esecuzione degli interventi di pavimentazione del Parco Loppa anteriormente alla data di subentro di AM nella gestione del sito, anche come affittuario. I tempi stimati per il completamento degli interventi di pavimentazione del Parco Loppa sono di 12 mesi dall’avvio delle attività.

3. L’attuazione delle prescrizioni di cui al DPCM 29 settembre 2017 e degli ulteriori impegni di cui al presente articolo sono oggetto di monitoraggio da parte dell’ Osservatorio permanente dell’attuazione del Piano ambientale istituito presso il Ministero dell’Ambiente con il suddetto DPCM e composto, come da decreto direttoriale del 21 novembre 2017 citato nelle premesse, da un rappresentante del Ministero dello sviluppo economico, del Ministero per la coesione territoriale e il Mezzogiorno, della Prefettura di Taranto, della Regione Puglia, della Provincia di Taranto, del Comune di Taranto, del Comune di Statte e dell’Istituto Superiore per la protezione e ricerca ambientale nonché dal Direttore Generale della direzione per le valutazioni e le autorizzazioni ambientali del Ministero dell’ambiente con funzioni di Presidente.

4. In caso di eventuali modifiche dei progetti, dei cronoprogrammi o di necessità di ulteriori autorizzazioni, al fine di garantire la conclusione degli interventi nei termini, si provvederà mediante il ricorso alla Conferenza di Servizi speciale di cui all’art. 1, comma del decreto legge 4 giugno 2013, n. 61, convertito con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 89.

Gli impegni di cui ai punti 1 e 2 sono formalizzati tra i Commissari Straordinari e AM.

Art.2 (Valutazione del danno sanitario)

1. L’articolo 1 bis del decreto—legge n. 207/2012 ha introdotto l’obbligo per gli stabilimenti di interesse strategico nazionale, quali l’Ilva di Taranto, di un rapporto di VDS da redigere annualmente a cura della ASL e dell’ARPA competente per il territorio, anche sulla base del registro tumori regionale e delle mappe epidemiologiche sulle principali malattie di carattere ambientale.

2. La valutazione del danno sanitario, da effettuarsi secondo le disposizioni di cui al DM del 24 aprile 2013, si configura come uno strumento che interviene ad AIA già rilasciata, proprio per valutare l’effetto sanitario dell’esercizio dell’installazione AIA, a seguito delle prescrizioni ambientali impartite sulla base delle migliori tecniche disponibili (BAT).

3. Le parti si impegnano, per quanto di rispettiva competenza, a collaborare per il tempestivo deposito, con cadenza annuale, da parte di ARPA Puglia e della ASL di Taranto del rapporto di valutazione del danno sanitario aggiornato, le cui conclusioni verranno esaminate congiuntamente da tutte le parti firmatarie del presente protocollo, ferme le prerogative previste dalla legge in materia di richiesta di riesame dell’AlA.

Art. 3 (Gestione delle attività del fondo sociale per Taranto)

1. Ferme le competenze riservate dalla legge ai Commissari Straordinari della procedura di Amministrazione Straordinaria di ILVA, è da essi costituita una Commissione con la loro
partecipazione e quella dei sindaci interessati, con il compito di: a) definire le finalità prioritarie di intervento del piano di cui all’art. 1, comma 8.5 del decreto-legge n. 191/2015, relativo ad iniziative volte a garantire attività di sostegno assistenziale e sociale per le famiglie disagiate nei Comuni di Taranto, Statte, Crispiano, Massafra e Montemesola; b) condividere il bando per la raccolta di manifestazione di interesse e proposte progettuali e provvedere alla valutazione dei progetti; c) monitorare l’esecuzione dei progetti e provvedere alla valutazione dei risultati e degli
effetti conseguiti.

2. Il piano degli interventi, predisposto in esito alla consultazione di cui al punto b), è approvato dal Ministro dello sviluppo economico ai sensi dell’articolo 1, comma 8.5 del decreto-legge n. 191/2015, entro i 15 giorni successivi alla sua presentazione. Con il medesimo provvedimento è adeguato il Programma dell’Amministrazione Straordinaria di Ilva ed è nominato, su proposta dei Commissari Straordinari, sentita la Commissione di cui al punto 1, il Responsabile di Progetto.

3. Ai fini del monitoraggio, il Responsabile di progetto presenta ai Commissari Straordinari e alla Commissione di cui al punto 1, rendiconti trimestrali sulla attuazione delle iniziative programmate.

Art. 4 (Condivisione del piano degli interventi di messa in sicurezza e bonifica di competenza dell’amministrazione straordinaria)

1. Nel temine del 31 gennaio 2018, i Commissari straordinari di ILVA presentano, ai sensi dell’ art 1, comma 8.4, del decreto legge 191/2015, una proposta di integrazione del programma dell’Amministrazione Straordinaria contenente gli interventi da attuare ai fini della messa in sicurezza, della bonifica, della mitigazione dei fenomeni erosivi e del ripristino ambientale di talune aree dello stabilimento di Taranto, di proprietà di ILVA in A.S., non ricomprese nel perimetro degli assets oggetto di cessione all’ investitore privato e il cronoprogramma degli investimenti e degli interventi previsti. Tale proposta viene presentata al Ministero dell’Ambiente, alla Regione Puglia, al Presidente della Provincia di Taranto e ai sindaci dei Comuni di Taranto e Statte, per le competenti osservazioni e proposte di integrazione. Gli interventi riguarderanno di massima, le seguenti “aree escluse” dal perimetro della cessione, e saranno realizzati con l’impiego del Patrimonio Destinato, fermi gli obblighi contrattuali assunti con AMI: discarica ex Cementir: interventi di chiusura ai sensi del Dlgs 36/2003; discarica ex Cava Due Mari: interventi di chiusura ai sensi del Dlgs 36/2003; area della discarica ex Cava Due Mari: rimozione di rifiuti e materiali ( Fanghi acciaieria, Fanghi d’altoforno e Polverino d’altoforno) e ripristino dei luoghi; discariche di cui alle prescrizioni UP4 e UPS del Piano di Gestione Rifiuti; Gravina Leucaspide: bonifica; aree liberate dai cumuli all’esito di interventi conclusi da ILVA in A.S. o dell’investitore privato: interventi di caratterizzazione, bonifica e messa in sicurezzaai sensi del Dlgs 152/06, Parte IV, Titolo V, tenendo conto delle prescrizioni già formulate dal MATTM per le aree incluse nel SIN; ulteriori interventi di decomissioning(smantellamento) degli impianti non utilizzati e successiva attuazione degli interventi necessari ai sensi del Dlgs 152/06, Parte IV, Titolo V.

2. Il programma definitivo degli interventi, formulato tenendo conto delle proposte e dei pareri di cui al punto 1, è sottoposto a consultazione pubblica per il periodo di trenta giorni; gli esiti della consultazione sono sottoposti all’esame di un Comitato costituito dai medesimi soggetti rappresentati nell’osservatorio di cui all’art. 5, comma 4, del DPCM del 29 settembre 2017, ai fini della formulazione, entro i 15 giorni successivi, del relativo parere.

3. Il procedimento si conclude con l’autorizzazione del Ministro dello sviluppo economico alla modifica del Programma dell’Amministrazione Straordinaria di cui all’art. 1, comma 8.4, del decreto legge 191/2015 e di autorizzazione ai Commissari Straordinari di avvalersi, per le attività di predisposizione ed attuazione del programma, ILVA in A.S., al fine di accelerare ed ottimizzare la realizzazione degli interventi previsti dal Programma, di INVITALIA, mediante convenzione con la quale attribuisce ad essa le attività e i compiti di Centrale di Committenza di cui all’articolo 3, co. 1, lettere 1) ed m), e agli articoli 37, co. 7 lett.(a), del Codice dei Contratti Pubblici.

Art. 5 (Misure per l’indotto)

1. I crediti per forniture in favore di Ilva sorti in seguito all’apertura della procedura di AS sono stati o saranno a breve integralmente soddisfatti dall’Amrninistrazione straordinaria
medesima. L’acquirente AMI si è già impegnato ad accollarsi debiti specifici, puntualmente indicati nel contratto alla categoria “debiti trasferiti” che non risultino estinti alla data di perfezionamento dell‘operazione e a procedere al relativo pagamento. Per ciò che attiene i debiti sorti antecedentemente l’ingresso in Amministrazione Straordinaria, pari a circa 130 milioni di euro, gli stessi sono oggetto della procedura di accertamento dello stato passivo svolta davanti al Tribunale di Milano e saranno soddisfatti in sede di riparto dell’attivo dell’AS con le modalità che seguono: a) i crediti riconosciuti come prededucibili saranno soddisfatti successivamente al pagamento del prezzo da parte dell’acquirente (15 M€); b) per gli ulteriori crediti relativi all’indotto (115 M€) la procedura di amministrazione straordinaria si impegna, compatibilmente con il rispetto dei criteri di legge sul riparto ai creditori, a studiare possibili soluzioni per le modalità di soddisfazione, da implementare dopo il pagamento del prezzo da parte dell’acquirente.

Art. 6 (Accordo di finanziamento)

Il Ministero dello Sviluppo Economico, la Regione Puglia, Arcelor Mittal e AM si impegnano a promuovere la definizione di un accordo, nelle forme e con le modalità di cui all’art. 4, comma 6 del decreto del Ministro dello Sviluppo Economico 9 dicembre 2014, ovvero, per i programmi di importo superiore a 50 milioni di Euro, nelle forme e modalità di cui all’art. 9 bis del decreto medesimo, per il finanziamento tramite lo strumento agevolativo dei contratti di sviluppo di uno o più programmi di sviluppo per la tutela ambientale eventualmente integrati da progetti di ricerca, sviluppo ed innovazione cosi come previsti dall’art. 6 del predetto decreto ministeriale, relativi alla accelerazione di investimenti previsti, nonché per investimenti ulteriori e/o diversi da quelli previsti nel Contratto di affitto con obbligo di acquisto. Per le finalità di cui al comma 1, il Ministero dello Sviluppo Economico ed il Ministro per la Coesione Territoriale e il Mezzogiorno adottano le necessarie iniziative per il rifinanziamento, tramite l’utiiizzo delle risorse residue disponibili del Fondo per lo sviluppo e la coesione, dello stnunento dei contratti di sviluppo.

Art.7 (Centro di ricerca e sviluppo)

1. AM si impegna alla immediata attivazione, a seguito dell’avvio del periodo di affitto, dell’investimento dedicato ad un Centro di ricerca localizzato nella zona di Taranto che sarà gestito dal management team di AM in raccordo e integrazione con la rete europea Mittal di R&S al duplice scopo di diffondere la conoscenza globale Arcelor Mittal a vantaggio degli stabilimenti locali, e di creare conoscenze e proprietà intellettuale a vantaggio del gruppo.

2. Il Centro assumerà tra i propri obiettivi quelli di: assistere Ilva in tutte le sfide attuali, in particolare sostenendo una rapida esecuzione del Piano ambientaie nel rispetto delle prescrizioni AIA; attivare le possibili sinergie e collaborazioni con la comunità scientifica del territorio; approfondire le ricerche in materia di tecnologie carbon free.

Art. 8 (Decarbonizzazione)

1. AM si impegna a realizzare uno studio sulla fattibilità dell’utilizzo della tecnologia DRI presso l’impianto di Taranto e a discutere gli esiti di tale studio con l’Amministrazione Straordinaria e le istituzioni interessate.

2. AM conferma il proprio impegno contrattuale a valutare l’utilizzo di tecnologie non a carbone nel processo produttivo, allorquando tale tecnologia si dimostri tecnicamente ed economicamente preferibile rispetto a quella attualmente in uso.

Art. 9 (Rinuncia ai ricorsi)

1. Il presente Protocollo d’Intesa è risolutivamente condizionato al deposito, entro 8 giorni dalla sua sottoscrizione, di un atto di rinuncia da parte della Regione Puglia e del Comune di Taranto ai ricorsi presentati dinanzi al TAR Puglia 7 Sezione distaccata di Lecce – avverso il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 29 settembre 2017, avente ad oggetto “Approvazione delle modifiche al Piano delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14 marzo 2014, a norma dell’articolo 1, comma 8.1, del decreto—legge 4 dicembre 2015, n. 191, convertito con modificazioni dalla legge l°febbraio 2016, n. 13” e avverso gli atti ad esso annessi, connessi, presupposti e conseguenziali (RRGG nn. 1477/2017 e 1481/2017) con spese compensate.

Certo che leggere la chiusura della nota è disarmante. “La mancata rinuncia ai ricorsi nel temine di cui al comma I, determina la automatica risoluzione del presente Protocollo d’intesa“.
Cioè “me manisciatevi” alla pugliese, ma in italiano sarebbe sbrigativi che abbiamo fretta.
Perché? Per 60 Taranto si è presa fumi e veleni , giace sotto ricatti e anche fretta vuole il governo?
Della serie cosi è se vi pare?
Taranto, tra un wind day ed un altro, risorgerà. Che lo vogliate o no.
Non abbandoni la lotta chi vi crede ancora.
Perché perde in partenza chi rinuncia.

Foto: Vincenzo Aiello

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE