Albino Longhi, uno dei più grandi maestri del giornalismo del servizio pubblico

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“Antonio  non ho voglia di litigare ne’con te ne’con Mario”.  Non alzava mai la voce Albino Longhi, ma pesava bene la parole e si capiva quando cominciava ad essere irritato. Era il luglio del 2001: al G8 di genova cominciavano gli scontri fra polizia e manifestanti.
Io ero stato appena nominato assieme al collega Mario Meloni direttore del tg3 (una diarchia inedita ma per me felicissima potendo contare sull‘esperienza di un collega esperto e saggio come lui).
Grazie al lavoro degli inviati del tg3 a genova eravamo riusciti a procurarci immagini inedite degli scontri. Ci apprestavamo a darle in esclusiva e con evidenza nell ‘edizione del tg3 delle 19.00 per poi passarle a tutti i tg Rai .
Squilla il telefono: e’ Longhi: “le voglio mettere in onda subito, nel tg1 delle 17”. Resisto, passo il telefono a Meloni, non vogliamo cedere la primogenitura dell’esclusiva.
Longhi non si scompone: “con voi non litigo”. Si procura le immagini in altro modo e le manda in onda comunque sul tg1 prima del tg3. Aveva ragione lui.
La testata ammiraglia, quel giorno, doveva avere tutto, senza reticenze.
Scusa Albino per quella miopia e grazie ancora per quella lezione.
Piccola cosa, piccolo ricordo personale.  Altri hanno lavorato più a lungo al suo fianco e possono raccontare di piu’ e meglio perché Longhi è stato uno dei piu’ grandi maestri del giornalismo del servizio pubblico. Ma io mi tengo stretto quel ricordo e quella lezione, che non dimentico.