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Le otto montagne dell’identità maschile

 

di Serena Sapegno

“In ogni caso a quelle montagne amate dal padre Pietro dovrà tornare, per scoprirne lì le tracce e riprendere i fili di una identità maschile confusa, ma capace di interrogarsi.

Spesso ci siamo dette tra donne che è arrivata l’ora che gli uomini si misurino un po’ di più con la loro parzialità: che smettano cioè di pensare e scrivere nella forma dell’Universale, come rappresentanti dell’Uomo, insomma. Che comincino a guardarsi e sentirsi come uomini, una parte dell’Umanità. E da questo nuovo punto di vista si raccontino, si specchino, per arrivare forse ad un nuovo ascolto reciproco e quindi ad un incontro tra parzialità.

La libertà femminile ci dice che la realtà è fatta di due sessi. E questa realtà chiede di essere rappresentata, simbolizzata e fatta vivere in tutti gli ambiti. [Chi siamo dal sito Cheliberta.it di Se non ora quando - Libere]

“La libertà femminile ci dice che la realtà è fatta di due sessi. E questa realtà chiede di essere rappresentata, simbolizzata e fatta vivere in tutti gli ambiti”. [Chi siamo dal sito Cheliberta.it di Se non ora quando – Libere]

Sembra tutto molto astratto, detto così, non se ne vede la molla emotiva, la necessità vitale per cui dovrebbero dirlo e farlo. Bene, leggendo il bel libro di Paolo CognettiLe otto montagne (Einaudi 2016) ho pensato molte volte che lui lo stava facendo perché ne aveva un bisogno profondo e per questo faceva un bel regalo a tutti e a tutte. Il protagonista del romanzo, Pietro, è infatti un giovane uomo alla ricerca di sé, e questo percorso, difficile per tutti, si gioca in primo luogo sul terreno della identificazione della propria specificità rispetto al padre e in particolare alle aspettative che questi più o meno esplicitamente propone all’unico figlio… Continua su cheliberta 

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