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Renzo Piano: lasciare il mondo migliore di com’è

 

È difficile raccontare gli ottant’anni di un genio che ha contribuito ad arricchire la bellezza di questo mondo pressoché ovunque, così come è difficile spiegare quale sia la vera professione dell’architetto Renzo Piano. Se proprio dovessimo fornirne una definizione, diremmo dunque che si tratta di un costruttore di sogni, di un protagonista contemporaneo destinato a restare, di uno di quegli idealisti che, di tanto in tanto, scrivono la storia e rendono migliore il nostro pianeta.
Renzo Piano, infatti, vive e vivrà per sempre nei suoi capolavori, in ciò che ha donato al mondo, nella sua passione per il prossimo, nel suo spirito di servizio, nel suo sconfinato amore per i giovani, nel suo desiderio concreto di aiutarli e, più che mai, nella sua capacità di non smettere mai di stupirsi e di stupire, dove le due cose vanno di pari passo, sovrapponendosi e creando un universo di meraviglia difficile da descrivere a parole.
Renzo Piano, in pratica, non si può raccontare: basta ammirarlo, osservare la sua arte, soffermarsi incantati al cospetto della sua potenza espressiva e e dirgli grazie per la tenacia con la quale si è sempre battuto contro ogni forma di orrore.
Una volta ha detto di sé e della propria attività: “Quello dell’architetto è un mestiere d’avventura: un mestiere di frontiera, in bilico tra arte e scienza. Al confine tra invenzione e memoria, sospeso tra il coraggio della modernità e la prudenza della tradizione. L’architetto fa il mestiere più bello del mondo perché su un piccolo pianeta dove tutto è già stato scoperto, progettare è ancora una delle più grandi avventure possibili”.
Buon compleanno, inventore di magia!

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