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Dove non c’è uguaglianza, c’è casta

 
Nessun cittadino può raggiungere una pensione di circa 1000 euro al mese con quattro anni e mezzo di lavoro (ce ne vogliono almeno 20). Un neo parlamentare sì.
Se un cittadino ruba e viene condannato, subisce il sequestro cautelare di una somma di pari importo, affinché sia tutelata la restituzione. Se a rubare è uno della Lega (sì, quella di Roma Ladrona), lo stesso sequestro è per Salvini un attacco ai dissidenti e il giudice deve essere per forza una toga “politicizzata” di berlusconiana memoria.
Insomma, i parlamentari si sentono ancora “superiori” ai normali cittadini e rivendicano i loro privilegi.
E’ come se ci dicessero: ma come, siete stati sempre zitti, ci avete viziato per anni e adesso volete l’uguaglianza?
Sì, proprio così. La colpa è anche nostra che non ci siamo fatti sentire prima. E potevamo, perché la Costituzione dice che tutti abbiamo pari “dignità sociale” e siamo “eguali davanti alla legge”. E all’Inps.
Ma adesso basta casta. Rivogliamo un Parlamento da ammirare per la preparazione dei componenti e la dedizione al bene del Paese.
Non un acquario pieno di piranha.

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