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Egitto. Ancora rinviato il processo al fotogiornalista Shawkan. Prossima udienza il 12 agosto

 

1453 giorni e ancora l’ennesima udienza del processo che si chiude con un rinvio. Dalla prima volta che è comparso di fronte a un giudice, il 14 maggio 2015, il processo nei confronti del fotogiornalista egiziano Mahmoud Abu Zeid (noto come Shawkan) viene regolarmente aggiornato. Nessuno, al Cairo, sembra preoccuparsene né volersi accorgere che le condizioni di salute del detenuto, che in carcere ha contratto l’epatice C, stanno peggiorando.

Shawkan è stato arrestato quattro anni fa, a metà dell’agosto 2013 mentre si trovava, per conto dell’agenzia fotografica Demotix di Londra, in piazza Rabaa al-Adawiya, al Cairo, a documentare il violentissimo sgombero di un sit-in della Fratellanza musulmana. Fu un massacro con centinaia e centinaia di morti in un solo giorno.

Per aver svolto il suo lavoro, Shawkan rischia una condanna all’ergastolo per questo lungo elenco di pretestuose accuse: “adesione a un’organizzazione criminale”, “omicidio”, “tentato omicidio”, “partecipazione a un raduno a scopo di intimidazione, per creare terrore e mettere a rischio vite umane”, “ostacolo ai servizi pubblici”, “tentativo di rovesciare il governo attraverso l’uso della forza e della violenza, l’esibizione della forza e la minaccia della violenza”, “resistenza a pubblico ufficiale”, “ostacolo all’applicazione della legge” e “disturbo alla quiete pubblica”.

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