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Torna il Festival Sabir, quest’anno a Siracusa, dall’11 al 13 maggio

 

Due gli appuntamenti formativi rivolti ai giornalisti: il racconto delle frontiere e il ruolo del fotogiornalismo nella “crisi rifugiati” saranno i temi affrontati

Si avvicina la terza edizione del Festival Sabir: 3 giorni di incontri internazionali dedicati alle culture del Mediterraneo, dall’11 al 13 maggio nella splendida cornice di Ortigia, Sicuracusa. Promosso da Arci insieme ad Acli e Caritas Italiana, con la collaborazione di Asgi, A Buon Diritto, Carta di Roma e Cgil, il festival ruoterà intorno a due argomenti: la relazione contraddittoria tra cooperazione internazionale e immigrazione nei paesi di origine e transito e i minori stranieri non accompagnati, presenti in gran numero nelle strutture del territorio.

Anche quest’anno sono previsti momenti di dibattito, confronto, formazione e arte, ai quali prenderanno parte numerosi ospiti nazionali e internazionali. Per il programma clicca qui.

Due gli incontri sui media  che consentono, inoltre, ai giornalisti, di ottenere crediti formativi.

Il racconto mediatico lungo le frontiere della Fortezza Europa

Il primo degli incontri, “Frontiere: il racconto delle migrazioni forzate lungo le rotte”, si terrà il 12 maggio, alle ore 14.30 (salone Camera di Commercio,  via Duca degli Abruzzi 4
). A partire dall’esperienza vissuta sul campo, quattro giornaliste racconteranno l’evoluzione delle barriere lungo i confini d’Europa. Sarà focalizzato sulle attività di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale l’intervento di Valeria Brigida; delle zone di conflitto che generano rifugiati parlerà invece l’inviata Rai Lucia Goracci; si soffermerà su Ceuta e Melilla, enclave spagnole in Marocco la spagnola Helena Maleno; infine Nancy Porsia offrirà un quadro della situazione in Libia. A moderarle Raffaella Maria Cosentino, giornalista Rai.

La forza delle immagini nel racconto dei flussi migratori

Il secondo incontro, in calendario il 13 maggio alle ore 9.30 (Salone Borsellino, Comune di Siracusa) sarà focalizzato, invece, sulla fotografia. In “La ‘crisi rifugiati’ narrata attraverso le immagini” Giovanni Maria Bellu, presidente dell’Associazione Carta di Roma, parlerà della forza degli scatti e illustrerà le indicazioni deontologiche. Sarà poi il turno di tre fotoreporter che, partendo dal proprio lavoro, rifletteranno sulla fotografia come strumento di denuncia, sui limiti posti dal rispetto della dignità della persona, sul potere che le immagini hanno quando si tratta di umanizzare migranti e rifugiati: Francesco Malavolta, Alessandro Penso, Olmo Calvo Rodriguez. Modera Eleonora Camilli, giornalista di Redattore Sociale.

I giornalisti possono iscriversi ai corsi attraverso la piattaforma SIGeF. Per tutti gli altri, invece, è possibile scrivere a: formazioni@festivalsabir.it.

Da cartadiroma

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