Sei qui:  / Opinioni / Legittima difesa. Dalla prevenzione pubblica alla reazione privata

Legittima difesa. Dalla prevenzione pubblica alla reazione privata

 

La telefonata di mia moglie mi sveglia nel pieno della notte. Chiama dalla casa al mare, dice che c’è qualcuno in giardino; che il cane abbaia come un ossesso; che ha chiamato il 113 ma non arriva nessuno da un quarto d’ora; che il cane continua ad abbaiare e pensa che il tizio sia ancora là; che non sa cosa fare. Arriva la volante quando tutto è finito e il tizio se n’è andato vedendo le inferriate sbarrate e la casa sveglia. Il poliziotto si scusa per il ritardo di quasi un’ora. “Hanno tagliato i fondi – si giustifica – e adesso c’è una sola pattuglia notturna per tutto questo tratto di litorale”. Mi torna in mente questo fatto, quando leggo che adesso la legge amplia i poteri di legittima difesa. Di fatto, privatizzando la sicurezza. Come dire: l’evasione fiscale priva lo Stato dei fondi per vigilare il territorio, quindi arrangiatevi, compratevi una pistola e se succede il fattaccio, tranquilli, chiuderemo un occhio e vi restituiremo anche le spese legali.

No, non condivido questo orientamento dello Stato, perché delocalizza la sicurezza, dalla prevenzione pubblica alla reazione privata.
Con un doppio onere per il cittadino. Psicologico, perché l’autodifesa da eccezione diventa la regola. Di maggior rischio, perché più diffusione di armi significa più omicidi. Come dimostrano gli Usa, dove un’arma legalmente acquistata per difesa personale trasforma in tragedia una lite in famiglia, tra vicini, un licenziamento o altre frustrazioni nelle quali si vede la vendetta estrema, come la soluzione più semplice.
Se pagassimo tutti le tasse, invece, potremmo continuare a permetterci una vigilanza che funziona, con interventi a chiamata tempestivi e deterrenti. E i cittadini non dovrebbero allenarsi nei poligoni. Ma manca la cultura del bene comune. Ed è difficile far capire al professore che quando non rilascia fattura, fa un gesto anche contro la propria sicurezza. Evasori e ladri sono complici. E un governo che non combatte l’evasione, finisce per forza ad autorizzarci ad uccidere i ladri. Non a caso dopo i condoni fiscali, arrivano i condoni penali.

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE