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#Liberidimuoversi: perchè Vivicittà non è soltanto una corsa

 

L’Italia è una portaerei sul Mediterraneo o un braccio proteso verso il mondo? Questione di punti di vista, si dirà. Ma non è così: il nostro Paese ha un destino e una funzione chiara. L’accoglienza e l’integrazione rappresentano l’unica strada allo sviluppo e al futuro sostenibile dell’Italia e dell’Europa. Un braccio verso l’Africa, dunque, come lo scrittore Erri De Luca lo definì nel video “Stazione Mediterraneo”.
Lo sport sociale e per tutti lo ha capito da un pezzo. Da 34 anni c’è Vivicittà, una corsa podistica organizzata dall’Uisp che può fare la differenza, tra una visione dello sport soltanto campionistica o individualista (edonismo, bellezza, glamour) e un’altra visione di tipo sociale, di impegno civico, di stile di vita da raggiungere con gli altri. Se no, non serve. Una visione che chiama in causa i diritti, l’uguaglianza e l’educazione alla cittadinanza dei giovani, attraverso lo sport.
Vivicittà è una corsa podistica per la dignità e il rispetto, per questo è stata presentata nella sede della FNSI giovedi 6 aprile. Perché anche attraverso l’impegno nello sport si fa giornalismo sociale e di frontiera. L’edizione numero 34 di Vivicittà, la “più grande corsa del mondo” domenica 9 aprile coinvolgerà simultaneamente tutta l’Italia.

Vivicittà si terrà in 42 città italiane: in 2 si correrà negli Istituti penitenziari e in altre 40 si correrà nelle strade e nelle piazze. Ovvero: da Bolzano alla Sicilia, passando per Torino, Venezia, Cagliari, Catanzaro. Simultaneamente si correrà negli istituti penitenziari di Milano (Bollate), Monza (Casa Circondariale). Luoghi in azione e #Liberidimuoversi: quest’anno Vivicittà sarà caratterizzata da questi due slogan. Perché? “Emarginazione e disagio sono determinati dai luoghi – dice Vincenzo Manco, presidente nazionale Uisp – per questo Vivicittà si pone l’obiettivo di cambiarli, renderli migliori e ambientalmente sostenibili. A cominciare dalle città nelle quali viviamo. Non solo: la pratica sportiva contribuisce  ad avvicinare le periferie e le persone, ad integrare e creare relazioni, senza escludere nessuno”.

“L’aspetto agonistico in questo evento è marginale – ha detto Alfio Giomi, presidente Fidal-Federazione italiana atletica leggera – Vivicittà ha precorso i tempi: quando è iniziata il running non era quello di oggi, era una cosa per pochi, ma l’Uisp è stata capace nel 1984 di anticipare le tendenze attuali”.

Il luogo simbolo dell’edizione di quest’anno sarà Pozzallo (Rg), sulla costiera siciliana che negli anni ha visto intensificare gli sbarchi di migranti in cerca di una vita migliore. Il via ufficiale verrà dato alle 10.30 di domenica 9 aprile dal lungomare di Pozzallo, dove si ritroveranno i giovani delle scuole e delle società sportive, insieme a persone della comunità cittadina, operatori umanitari e a migranti. E’ prevista una camminata non competitiva di circa un chilometro aperta dallo striscione #Liberidimuoversi.
Lo sport sociale fa appello ai media e ai giornalisti affinchè ci sia la giusta attenzione ad un’iniziativa insolita come Vivicittà, che trova difficoltà a trovare spazio nell’impaginazione classica: sport, non solo, anzi: non proprio. Sociale attraverso lo sport. Si, ma quale redazione se ne occupa? Come si racconta lo sport se alla fine non c’è necessariamente un record? Ci sono contenuti, certo. C’è anche il pubblico, milioni di praticanti attività motoria e sport. I canali vanno costruiti palmo a palmo. E’ così per tutta la comunicazione sociale, ovvero per quel tipo di informazione che non è politica, istituzionale o commerciale. Questa sfida professionale per un nuovo giornalismo e per un nuovo linguaggio vale la pena di essere percorsa.

Intanto, lo sport sociale si fa media. Sarà possibile seguire tutto in diretta Facebook sulla pagina UispNazionale, che dalle 10 alle 12 si collegherà con decine di città. Previsti anche collegamenti con il Libano dove verrà costruito un campo sportivo a Qasr, nel nord della Valle della Bekaa, vicino al confine siriano. La raccolta fondi di questa edizione di Vivicittà prevede che un euro per ogni iscritto verrà destinato a questo progetto, promosso da Uisp e Terre des Hommes, fondazione in prima linea per difendere i bambini dallo sfruttamento e dalla violenza.

Vivicittà è una corsa podistica messaggera di pace e convivenza, che si propone di infrangere frontiere geografiche ma anche sociali. Infatti anche quest’anno si correrà in 25 istituti penitenziari e minorili, tra aprile e maggio. La classifica finale sarà unica grazie alla compensazione dei percorsi, sulla classica distanza dei km. 12. Inoltre è prevista la distanza di Km. 21,097 (mezza maratona) in una città: Firenze. In tutte le città si terranno anche passeggiate ludico-motorie con distanze variabili tra i 2 e i 4 chilometri.
Vivicittà gode della Medaglia del Presidente della Repubblica, del patrocinio della Presidenza del Consiglio dei ministri, del ministero dell’Ambiente, del ministero della Giustizia, del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, del ministero degli Affari Esteri e della cooperazione internazionale. Vivicittà è sostenuta da: Marsh, broker assicurativo leader in ambito sportivo e da Premia, fornitore ufficiale. C’è la collaborazione della Fidal, di Radio 1 Rai, di Corriere dello Sport, di Agenda 21 e Lifegate.

C’è anche l’aspetto agonistico: una classifica unica compensata permetterà a chi corre a Bolzano di entrare in classifica con chi corre in Sicilia. Molti sono i valori sportivi e sociali di Vivicittà: i campioni in gara con i runner dello sportpertutti, integrazione, sport nelle carceri e negli Istituti minorili, ambiente, amicizia internazionale.
Sport e integrazione è filo conduttore che legherà molte delle città partecipanti al Vivicittà è l’impegno per i diritti di migranti, richiedenti asilo e rifugiati. Molte le iniziative collaterali legate al progetto Uisp “SportAntenne – prevenzione, emersione e mediazione per combattere le discriminazioni” e quelle dedicate ai ragazzi dei Centri di prima accoglienza e dei percorsi SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati). A Bolzano come a Matera i ragazzi delle scuole correranno in squadra con i ragazzi minorenni delle case di accoglienza, mentre a Firenze un gruppo di runners richiedenti asilo che fanno parte di Oxfam si sono allenati con la società affiliata Uisp Le Fontanine.  A Lucca e La Spezia i richiedenti asilo hanno lavorato insieme ai volontari Uisp per la creazione del percorso di gara. Torino ha invece scelto di riservare 100 iscrizioni gratuite a rifugiati e richiedenti asilo, a Cagliari il pettorale 001 verrà simbolicamente assegnato ad Alan Kurdi, bimbo diventato simbolo delle tragedie in mare, a Lecce correranno i ragazzi di una cooperativa di migranti mentre a Palermo la passeggiata non competitiva verrà aperta da UNIS (Unione Ivoriani di Sicilia) e dall’Associazione degli Studenti Universitari Stranieri della città.

Il ciclo di manifestazioni podistiche di Vivicittà 2017 si concluderà con la corsa di Tripoli, nel nord del Libano, che si terrà il 21 maggio, in collaborazione con l’Agenzia italiana di cooperazione di Libano e Siria e con UNRWA-Agenzia Onu per i rifugiati palestinesi.

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