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Il discorso realistico di Mattarella

 

Più il tempo passa e con maggior chiarezza le italiane e gli italiani sono in grado di apprezzare la saggezza e il realismo che caratterizzano il ruolo complessivo esercitato dal presidente Sergio Mattarella. E mettono in luce che, dopo gli anni dei discorsi retorici e mirabolanti del presidente del Consiglio Renzi che pure volle la sua elezione definendolo non a torto un “galantuomo”, siamo ritornati al necessario realismo con il quale il Capo dello Stato si rivolge alle italiane e agli italiani quando ne ha l’occasione o il bisogno. Come alla fine di ogni anno è da sempre prammatica.

E’ stato particolarmente evidente in questi ultimi tempi la differenza di ispirazione che presiedeva ai discorsi del leader democratico e del presidente della repubblica. Questione particolarmente evidente di fronte ai risultati del referendum costituzionale che ha visto la clamorosa e, per Renzi, inattesa vittoria del no e Mattarella, in cinque giorni soltanto, ha risolto la crisi di governo individuando in Paolo Gentiloni il successore dell’ex sindaco di Firenze. Mattarella in questi tempi ha parlato a ragione di immigrazione (“che non serve soltanto a litigare con l’Unione, che bisogna  equilibrare solidarietà per chi viene e ascolto di tutta la cittadinanza”).

Quando uscirono le cifre sulla fuga dei giovani all’estero, Mattarella disse con chiarezza che “quelle  partenze rappresentano un segno di impoverimento piuttosto che una libera scelta ispirata alla circolazione dei saperi e delle esperienze” e che i giovani debbono essere liberi di andare e di ritornare se ce ne sono le condizioni”.
L’altro punto fisso per Mattarella è stata l’azione per le zone colpite dal terremoto dove il presidente è tornato in pochi mesi quattro volte.  “Non vi lasceremo soli, non vi preoccupate, ha detto Mattarella, nei suoi viaggi continui ad Amatrice, a Porto San Elpidio, a Norcia. Faremo tutto il possibile per starvi vicino.

E anche nelle udienze al Quirinale riceve Norina Ventre che a Rosarno nutre ogni giorno 200 immigrati braccianti nei campi o Amalia de Simone e Michele Albanese per i loro articoli sui giornali o ancora Emma Alatri novantenne mai stanca di predicare contro l’odio razziale.

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