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Elezioni Usa. Trump ammette l’intervento della Russia

 

Il presidente eletto Donald Trump in una conferenza stampa, mentre si avvicina il momento in cui entrerà in carica, ha ammesso che è probabile che ci fosse il Cremlino dietro gli hackers che hanno attaccato Hillary Clinton e i democratici durante l’ultima campagna presidenziale. Peraltro il segretario di Stato designato da Trump Rex Tillerson ha definito in una audizione al Senato degli stati Uniti “contro gli interessi degli Stati Uniti” le “recenti aattività della Russia” parlando di una raccolta da parte dei russi di “informazioni compromettenti che renderebbero ricattabile the Donald”. Tillerson ha anche giustificato le preoccupazione degli alleati della Nato affermando che “la Russia rappresenta un pericolo per gli Stati Uniti”. Il portavoce del Cremlino,da parte sua, Dmistry Pesov ha ribadito il suo apprezzamento per il futuro capo della diplomazia americana per le sue qualità professionali, la sua durezza costruttiva nel sostenere i propri interessi e la sua coerenza. Ma, ha aggiunto Pescov, Tillerson non indossa occhiali rosa e “continuerà ad essere abbastanza duro nel “promuovere la sua linea” sulla Russia: dove di fronte al lavoro svolto dalla Cia a Tillerson spetta ammettere l’innegabile confezionandolo a dovere, mentre a Trump solo garantire a oltranza di non essere vulnerabile. Come peraltro il presidente eletto ha continuato a fare attraverso la consueta, nuova raffica di tweet: “Non ho niente a che fare con la Russia, nessun affare. E ancora: “La Russia non ha mai cercato di fare pressioni su di  me”. Come in un fumetto, sembra alzare la voce e torna a smentire le notizie circa l’esistenza di dossier russi contro di lui citando a suo sostegno quanto affermato da Mosca.

Anche Nicolai Ovaliov, ex direttore del Fsb e ora deputato della Duma, afferma che non esiste nessun materiale compromettente su Trump. Ma proprio queste assicurazioni continuano ad accreditare negli Stati Uniti ancora polemiche sul ruolo dei russi nella campagna vittoriosa di Trum per le elezioni del  novembre scorso.

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