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La generosità dei coniugi Zucchetti: “La nostra casa, un centro d’accoglienza”

 

Nelle stanze della loro abitazione a Rho, hanno ospitato 25 persone bisognose d’aiuto, tra profughi, italiani senzatetto e donne incinta. “Il nostro sguardo sul mondo è cambiato”

FIRENZE – La casa di Angela e Roberto Zucchetti è come un centro d’accoglienza. Negli ultimi vent’anni, i due coniugi hanno aperto le porte della loro abitazione a Rho, in provincia di Milano, a profughi, poveri, bisognosi, emarginati. Un porto di mare aperto a tutte le persone senza un tetto.

La prima volta successe 18 anni fa, quando la coppia viveva ancora con i figli adolescenti in casa. “Ospitammo una donna incinta che non aveva un tetto, quella fu la scintilla da cui tutto è partito”. Da quel momento, negli anni si sono susseguite e alternate numerose persone disagiate. I figli adolescenti adottivi, una volta diventati grandi, sono andati a vivere da soli. E così Angela e Roberto hanno potuto raddoppiare gli sforzi per gli emarginati mettendo a disposizione più stanze.

“Complessivamente, abbiamo ospitato fino ad oggi quasi 25 persone”. Sia italiani che stranieri, uomini e donne, mamme con figli, una volta persino una donna con tre figli piccoli. Ucraini, albanesi, africani. Gente da tutto il mondo. Fino all’ultimo arrivato, Adel, tunisino, arrivato in famiglia attraverso la Caritas. “Dormiva accanto a un supermercato, non potevamo non accoglierlo in casa”. Adel, sbarcato a Lampedusa, vive con Angela e Roberto da cinque anni, ormai è come un figlio.

“Il nostro sguardo sul mondo è diverso grazie a tutte le persone che abbiamo ospitato – dice Roberto, docente all’Università Bocconi e direttore di una società di consulenza – Ci hanno insegnato tantissimo, soprattutto ci hanno insegnato che i nostri problemi, in confronto alle loro difficoltà, non sono niente”.

“La nostra casa è sempre stata abitata, oltre che da noi, da altre persone, arrivate per le vie più strane, che sono rimaste con noi pochi mesi o molti anni – hanno detto Angela e Roberto – Persone spesso segnate dal dolore, dal male fisico o morale, che abbiamo sempre accolto, cercando di tenere presenti alcuni punti fermi. La Chiesa ci insegna cosa è bene e cosa è male e noi cerchiamo di calare questo insegnamento nelle situazioni concrete. Chiunque arriva fa parte della famiglia: riceve le chiavi di casa e le necessarie istruzioni di come funziona la lavatrice o come si segna ciò che manca nel frigorifero. Non abbiamo mai chiesto soldi per l’ospitalità”.

Angela, Roberto e Adel, che fanno parte dell’associazione Famiglie per l’accoglienza, saranno tra i protagonisti dell’evento ‘All’origine della gratuità’ promosso da Compagnia delle Opere, Voltonet, Misericordia di Firenze e Cesvot e in programma sabato 19 novembre presso il Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze.

Da redattoresociale

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