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Rosy Bindi ale seminario del Centro Pio La Torre: “rilanciare ruolo antimafia sociale e culturale”

 

“Affiancare al collaudato “sistema repressivo” un più avvertito e diffuso “sistema di prevenzione”, in grado di realizzare un’effettiva governance della lotta alla corruzione e all’illegalità, attraverso una maggiore collaborazione tra tutte le Istituzioni e tra le diverse articolazioni dello Stato. Ma occorre anche rilanciare e ripensare il ruolo della cosiddetta antimafia sociale e culturale, che va messo al riparo da strumentalizzazioni improprie e ambiguità”. Così Rosy Bindi, presidente della Commissione Nazionale Antimafia, in un messaggio rivolto ai partecipanti al seminario su “Evoluzione delle mafie, adeguamento della legislazione e delle politiche antimafia” in corso a Palazzo Steri è promosso dal Centro Pio La Torre in occasione dei trent’anni della propria attività.

“Il nostro sistema di contrasto – continua la Bindi – è tra i migliori del mondo e ancora oggi esercita un’incessante pressione sulle attività illegali delle cosche, nella caccia ai latitanti e alle ricchezze mafiose. Ma le mafie sanno adattare le loro strategie al mutare dei tempi e hanno cambiato pelle: sparano di meno e fanno più affari. Sono più sfuggenti e sommerse, agiscono nel perimetro delle attività legali facendo “sistema” con mondi diversi, compresa la massoneria, grazie alla convergenza d’interessi con una vasta area d’insospettabili “colletti bianchi”, imprenditori e manager, e sfruttando le debolezze di una politica e di una pubblica amministrazione compiacenti”.

“La lotta alle mafie ci riguarda tutti – conclude la Bindi. Non può essere delegata alle forze dell’ordine e alla magistratura, né alle tante associazioni che con il loro generoso lavoro in territori difficili e di frontiera hanno svolto anche un ruolo di supplenza alla mancanza di senso di cittadinanza di troppi italiani. C’è bisogno’ come ha affermato il Presidente della Repubblica Mattarella, il giorno del suo insediamento, di “una moltitudine di persone oneste, competenti, tenaci e di una dirigenza politica e amministrativa capace di compiere il proprio dovere”.

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