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Metropolis, aggressione in redazione

 

“Un gravissimo episodio è avvenuto a Castellammare di Stabia , nella redazione centrale di Metropolis”, quotidiano della Campania , dove – spiega una nota diffusa da Sindacato e dell’Ordine dei giornalisti – nel corso di un acceso confronto con rappresentanti della proprietà, “alcuni giornalisti sono stati minacciati, altri cacciati e addirittura due aggrediti”.
“Si tratta di un comportamento inaccettabile, intollerabile e vergognoso”, prosegue la nota.Comportamento di fronte al quale Ordine e Sindacato si sono impegnati a mettere in campo tutte le azioni necessarie alla tutela dei colleghi, ai quali hanno espresso piena e convinta solidarietà. Ordine dei Giornalisti della Campania e Sindacato inoltre hanno manifestato grande preoccupazione per il fatto che lo stesso gruppo imprenditoriale sta rilevando La Città, importante testata salernitana della catena L’Espresso.
Su questa operazione La senatrice Rosaria Capacchione, segretaria della commissione Giustizia e giornalista, ha presentato una interrogazione parlamentare al governo.
«La So.Ge.P.Im Srl – ha scritto la senatrice Capacchione – fa capo a Giovanni Lombardi, imprenditore che opera nel campo sanitario, della grafica, dell’editoria e del calcio, il quale, nel corso delle proprie attività imprenditoriali ha avuto la proprietà di quote di diverse squadre calcistiche italiane, per poi diventare presidente della Casertana di cui era anche socio di maggioranza. Durante gli anni della sua esperienza ai vertici della società calcistica campana, Lombardi veniva colpito dal Daspo, il che lo induceva a cedere le proprie quote societarie all’imprenditore ed avvocato romano Luca Tilia, già presidente del Martina Franca, e nel corso di un ampliamento della compagine societaria della Casertana, Lombardi ha fatto da intermediatore per l’ingresso della società Il Nibbio che, con sede a Scafati, città di Lombardi, opera nel campo della sicurezza privata. Alla trattativa per tale cessione, come riportato da organi di stampa, avrebbe avuto parte attiva Roberto Conte, imprenditore a lungo coinvolto in inchieste giudiziarie e condannato per concorso esterno in associazione camorristica».
Fatta questa premessa la senatrice Capacchione si è chiesta «se la cessione del quotidiano la Città di Salerno sia stata oggetto di opportune verifiche e vigilanza, tanto più opportune trattandosi di un organo di stampa destinato, quindi, per sua stessa natura alla più ampia diffusione possibile e se ci sia il rischio che le opacità descritte in premessa per quanto attiene le attività imprenditoriali del Lombardi nel settore del calcio rischino di riverberarsi anche sulla nuova società editrice del citato quotidiano».
Intanto l’assemblea del quotidiano “la Città” ha manifestato solidarietà e vicinanza ai colleghi di Metropolis.Il Cdr de “la Città” ha condannato con forza l’episodio e ha proclamato un pacchetto di sei giorni di sciopero.Su quello che è accaduto è intervenuta anche la Federazione Nazionale della Stampa. “È auspicabile – ha scritto la Fnsi – che il gruppo L’Espresso-Finegil soprassieda alla decisione di cedere il quotidiano “La Città” di Salerno a una cordata di imprenditori locali. Soprattutto se fra gli acquirenti figura uno degli attuali editori del quotidiano campano Metropolis. Lo stesso che, stando a quanto denunciato dai colleghi della testata, dal sindacato e dall’Ordine dei giornalisti della Campania, si è reso protagonista di un comportamento senza precedenti .
La Fnsi ,augurandosi che anche la magistratura voglia fare chiarezza sull’accaduto- , si è detta preoccupata per il fatto che chi si è reso protagonista di simili comportamenti possa diventare l’editore di una testata del gruppo L’Espresso-Finegil, che ha nel dna le battaglie per la legalità, i diritti civili e le libertà. “Se il buongiorno si vede dal mattino, – affermato l’Fnsi – c’è da essere seriamente preoccupati non soltanto per il futuro del quotidiano la Città, ma anche dell’editoria italiana: i processi di trasformazione e di evoluzione delle proprietà delle testate non possono spalancare le porte del mercato a soggetti incompatibili con i principi che devono ispirare l’impresa editoriale in un sistema democratico”.E in questo momento storico,in Campania, è anche più vero.

Da liberainformazione

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