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Liberiamoci!

 

Dipingere la libertà nelle periferie di Trapani
Ci sono due pupi. Uno ha l’armatura rossa, la faccia cattiva. È una marionetta guidata da due occhiali da sole e due grandi mani.

Di Michela Lovato 

Colpisce con la spada il secondo pupo, un cavaliere verde accasciato a terra, che riesce, con l’unico braccio libero che ha, a recidere uno dei fili che rende schiavo il suo avversario. Gli occhiali ricordano Matteo Messina Denaro, i pupi sono due pupi, siciliani e basta.

“Quale dei due pupi vorreste essere?” chiedo a due bambini. “Io non vorrei essere uno dei due pupi” risponde Daniele “io vorrei essere come Matteo Messina Denaro perché è furtuni. Lui quando passano gli sbirri gli fa ciao con la mano”. Invece Aria, di sette anni, dopo averci pensato un po’, risponde “Io sono il cavaliere verde, quello a terra, perché anche se sembra sconfitto in realtà taglia il filo a quello cattivo. E poi il verde è il mio colore preferito”.

Daniele ha otto anni, ma parla e tira in fuori il petto come se fosse più grande. Quando gli chiedo chi è Matteo Messina Denaro mi risponde che è un “bulletto”, che adesso tutti stanno cercando. Aria è piccolina, ha il viso dolce, si tiene spesso in disparte ed entra in gruppo solo quando si gioca a nascondino. Abitano a Fontanelle Milo, quartiere popolare di Trapani, riconosciuto come il “Bronx” o “lo Zen di Trapani”. Come ogni pomeriggio giocano ai piedi del lotto cinque della palazzina di Via Vito Calatabiano, dove da un mese è apparso un grande murales. A loro piace perché è colorato e perché ci giocano, cercando di colpire la parte più alta del disegno, dove c’è una scritta: Liberiamoci... Continua su isiciliani

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