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Chiedilo ad un bambino

 

L’eredità di Gianbattista Scidà

di Mara Trovato

Catania, anni Ottanta. Il corpo di un ragazzo su un marciapiede in Via Vittorio Emanuele. La bocca spalancata, da cui esce un rigagnolo di sangue, nessuna persona intorno, deve essere appena successo.

Sull’autobus un sussulto unanime “bedda matri!” seguito dalle varie supposizioni “L’appunu ammazzari ora…”. Una ragazza, anche lei sull’autobus, con il suo zaino in spalla sussurra: “io oggi non mangio”.

Si può processare mentalmente una frase simile davanti a quella scena? Si può. Ci si abitua a tutto. E di morti ammazzati, di inseguimenti, di posti di blocco la generazione degli anni Ottanta dovrebbe averne un chiaro ricordo come il reiterare della frase: “la mafia a Catania non esiste!”

Poi l’allarme da parte del Tribunale per i Minori: troppi ragazzini in mano alla criminalità. Troppi scippi, rapine, furti, spaccio di droga.

L’eroina girava in quantità, i ragazzi ne morivano. E la sciara nascondeva per giorni i loro corpi. Al ritrovamento, il più duro dei commenti: “unu cchiù picca” (uno in meno), mentre la madre lo piangeva.

Le statistiche riportavano Catania tra le città con il più alto tasso di delinquenza minorile… Continua su isiciliani

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