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In calo l’8 per mille alla Chiesa Valdese: “colpa” di papa Francesco

 

“L’autorevolezza morale di Papa Francesco” sta spostando i donatori verso la chiesa cattolica: è quanto sostiene il pastore Eugenio Bernardini. Poco più di 37 milioni di euro i fondi assegnati ai valdesi nel 2016 contro i 40 milioni dell’anno precedente

MILANO – Il cardinale Bergoglio è stato eletto Papa il 13 marzo del 2013 e subito il suo modo di porsi con la gente e le sue parole hanno conquistato il mondo. A quanto pare anche quelle dei donatori italiani. Supera di poco i 37 milioni di euro, infatti, la quota dell’otto per mille assegnata alla Tavola valdese per il 2016 e riferita alle dichiarazioni del 2013. L’anno precedente (quindi dichiarazione dei redditi del 2012) la cifra era stata maggiore, pari a 40 milioni. Anche il numero di firme è calato, da 600 mila a 562 mila. Due le ragioni della flessione, secondo il pastore Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola Valdese: “La prima e più evidente è che sono entrati nel sistema di ripartizione dell’otto per mille nuove confessioni religiose che in passato, talora anche formalmente, invitavano i loro aderenti a firmare per la Chiesa valdese. In secondo luogo papa Francesco ha un’autorevolezza morale e una capacità di dialogo con settori anche ai margini della chiesa cattolica che probabilmente iniziano a dare i loro frutti anche sul piano dell’otto per mille”.

“Nonostante la flessione che ci riguarda, il risultato complessivo ci pare interessante e positivo perché assicura visibilità a un nuovo pluralismo religioso che attraversa l’Italia -aggiunge in una nota il pastore Bernardini-, e che noi valdesi e metodisti abbiamo sempre rivendicato come elemento di democrazia, laicità e di libertà di coscienza”.

Gli oltre 562 mila donatori confermano inoltre “la fiducia di centinaia di migliaia di italiani nel sistema di gestione che i valdesi e i metodisti italiani hanno scelto di adottare sin dal 1993: l’intera somma ricevuta viene infatti utilizzata esclusivamente per finanziare progetti educativi, sociali, culturali e di sviluppo in Italia e all’estero. Buona parte di questi progetti sono gestiti da enti e associazioni del tutto indipendenti dalle nostre chiese”. Uno dei progetti di punta in cui è impegnata la diaconia valdese è svolto in collaborazione con la Federazione delle Chiese evangeliche e la Comunità di Sant’Egidio: sono i “corridoi umanitari” con i quali viene garantito un accesso legale e sicuro a profughi. (dp)

Da redattoresociale

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