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Web. Reggio Emilia. Cronista insultata, Fb non oscura la pagina

 

Il grande social network non ottempera alla disposizione del Gip. Per i vertici italiani della società, i giornalisti sono personaggi pubblici

È arrivato il 25 marzo 2016 il “no” di Facebook alla disposizione del Gip di Reggio Emilia che l’8 marzo aveva stabilito l’oscuramento della pagina “Musulmani d’Italia – Comunità”, dove compaiono post offensivi e volgari nei confronti della giornalista del Resto del Carlino, Benedetta Salsi. L’oscuramento non verrà eseguito neanche per l’omonimo gruppo chiuso, per il quale il giudice aveva disposto lo stesso provvedimento.

È la stessa Salsi, in un articolo pubblicato dal suo giornale il 26 marzo 2016, a raccontare la vicenda. “Durante una telefonata intercorsa con i responsabili di Facebook Italia – scrive – mi è stato spiegato che, in quanto giornalista, io sono secondo i loro regolamenti un personaggio pubblico e, per questo, soggetta a policy diversa rispetto al resto delle persone”.

Sulla vicenda è intervenuto, insieme ad altri esponenti del mondo della politica e delle associazioni di categoria, anche il Ministro dell’Interno Angelino Alfano che ha dichiarato: “Gli spazi social non possono trasformarsi in una zona franca perché si rischierebbe di garantire non più la libertà ma l’impunità” .

I PRECEDENTI – Il 25 febbraio 2016, sulla pagina Facebook “Musulmani d’Italia – Comunità”, la giornalista era stata offesa con un post nel quale veniva definita “islamofoba” e si facevano volgari insinuazioni sulla sua vita privata e professionale. Salsi poche ore prima aveva raccontato in esclusiva in un articolo, la decisione del Tribunale di Reggio Emilia di disporre misure preventive di restrizione della libertà personale per Luca Aleotti, un giovane italiano convertito all’Islam, ritenuto dagli inquirenti un soggetto “pericoloso” per alcune affermazioni fatte su Facebook, nelle quali inneggiava alla Shariah, la legge islamica.

Salsi aveva presentato denuncia per l’accaduto.  Il 1 marzo 2016, il sostituto procuratore di Reggio Emilia aveva disposto una perquisizione nell’abitazione di Aleotti nel corso della quale era stato sequestrato uno smartphone. Secondo quanto raccontato dalla giornalista nell’articolo del 26 marzo, le indagini hanno dimostrato che Aleotti è amministratore delle due pagine Facebook “Musulmani d’Italia – Comunità”.

RDM

Da ossigenoinformazione

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