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Carta stampata, dall’indagine Censis un quadro a tinte fosche

 

Confesso che mi è difficile capire perché, disponendo di un rapporto da molto tempo giudicato attendibile, come è quello del CENSIS gli amici e i colleghi che scrivono abitualmente sui giornali o sui siti più aperti e frequentati non ne tengono conto parlando della crisi del settore o anche dei problemi che nascono in tutto il mondo di fronte a governi che non amano esser criticati o presi in considerazione per la politica che conducono nel loro Paese, a cominciare dal nostro di cui è sempre più difficile non cogliere l’impronta populista e parolaia.

Ebbene se si leggono le pagine che indicano il monitoraggio compiuto dal CENSIS sul panorama italiano, si possono cogliere osservazioni di notevole interesse.  La prima è che “i dati sulla diffusione dei principali quotidiani delineano un quadro a tinte fosche per il settore della carta stampata: la diffusione complessiva ha registrato un -11,2% nell’ultimo anno concluso, passando da 3.732.805 copie nel 2013 a 3.307.126 nel 2014. A risentirne sono stati in particolare i quotidiani economici che anche quest’anno hanno visto ridursi significativamente il numero delle copie diffuse(-19,8%). Peggiorata la situazione dei quotidiani nazionali  che per un lungo periodo erano riusciti a contenere i danni ma nel 2014 hanno conosciuto un considerevole calo delle vendite(-12,1 %). I dati di diffusione dei principali quotidiani nazionali mettono in luce nell’ultimo anno l’ennesima flessione per cui si tocca uno dei punti più bassi nella recente parabola della carta stampata. Il Corriere della Sera orami fatica a tenersi sopra le trecentomila copie al giorno e tocca il minimo storico nel giugno 2015(262.743 copie). La Repubblica segue il Corriere della Sera a distanza ravvicinata: partito con 297.355 copie, il quotidiano del gruppo l’Espresso  nel 2015 è sceso sotto le 250 mila copie per il secondo anno consecutivo. Per il secondo anno consecutivo, La Stampa  precede il Sole 24 Ore :il primo partito con 117.124 copie al giorno nel mese di agosto 2014, realizza la sua peggiore performance nel mese di giugno 2015 con 158.945 copie; il secondo, partito nell’agosto 2014 già con un dato molto negativo (solo 121.458 copie diffuse) termina la sua parabola discendente un anno dopo a quota 109.431, facendosi superare in alcuni mesi anche da Il Messaggero di Roma. Non va meglio per gli altri quotidiani monitorati: il Resto del Carlino passa dalle 118.251 di agosto 2014 alle 110.914 di luglio 2015; il Giornale nel 2015 scende sotto le 90000 copie e in particolare a maggio tocca il picco negativo con 78.839. Ultima ma non secondaria osservazione: é opposto il trend delle vecchie e nuove testate (inclusi Il Sole 24 Ore e il Fatto quotidiano ) on line in cui quella de La repubblica.it appare in testa alla graduatoria.

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