Libertà per gli intellettuali del dialogo turchi – Lettera all’Ambasciatore Aydın Adnan Sezgin

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Ambasciatore Aydın Adnan SEZGIN, (ambasciata.roma@mfa.gov.tr)

ancora una volta – tre in un anno – le scrivo per esprimere la grande preoccupazione di molti cittadini italiani per la deriva autoritaria che sta subendo la Turchia. Oggi, mi riferisco agli arresti e le persecuzioni di docenti ed intellettuali del suo Pese, che hanno avuto l’unico torto di invocare una soluzione politica, per risolvere l’annoso e sanguinoso conflitto con la minoranza dei Kurdi. Dov’è la colpa nel proclamare il primato del dialogo su quello delle armi? Nell’esprime un giudizio non violento contro la violenza? Perché un paese che aspira ad integrarsi con l’Europa rifiuta uno dei suoi valori cardine come libertà di espressione?

Ambasciatore Aydın Adnan SEZGIN,
il suo Paese sta diventando una nazione sempre più autoritaria da quando ha rinnegato la prestigiosa tradizione di laicità, posta a fondamento della nuova Turchia. Autoritarismo e teocrazia sono i due volti della stessa tragica medaglia di decadenza democratica. Per il forte senso di amicizia che ci lega al Popolo turco, le chiediamo di informare il suo Governo che siamo profondamente indignati per le arbitrarie persecuzioni inflitte alle migliori menti della Turchia. Pertanto chiediamo con forza che siano liberati docenti e giornalisti imprigionati per aver unicamente manifestato il loro dissenso verso soluzioni militari di problemi civili; e chiediamo con urgenza che cessi ogni vessazione verso chi eserciti l’incomprimibile diritto di libertà di pensiero.


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