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Serbia, in aumento gli attacchi ai giornalisti

 

Erano stati 20 nel 2014. Nel 2015 sono saliti a 34. Il che vuol dire che ogni mese ci sono stati quasi tre attacchi contro i giornalisti. Accade in Serbia e la denuncia è di Nuns, l’Associazione dei giornalisti indipendenti. Negli ultimi 20 anni sono stati assassinati tre giornalisti e ancora non si conoscono gli autori. Segno che le autorità di Belgrado non sono in grado di contrastare né di indagare in modo efficace sugli attacchi ai giornalisti. Del resto, i numeri del 2015 lo confermano. Ad aprile Senad Zuplijanin, un giornalista di Novi Pazar, è stato aggredito e picchiato sul posto di lavoro, all’ufficio stampa dell’amministrazione comunale. Si è recato alla polizia per fare denuncia ma da allora non c’è stato alcuno sviluppo.

Niente di strano allora se i giornalisti non si fidano della polizia e delle altre istituzioni che dovrebbero proteggerli. Spesso, quando vengono aggrediti, preferiscono segnalare l’accaduto a Nuns e alla missione Osce di Belgrado. Secondo Vukasin Obradovic, direttore di Nuns, in Serbia c’è quella che definisce una “atmosfera elettrica”, in cui “i giornalisti sono divisi tra patrioti e mercenari”.

“Stiamo perdendo via via la qualità e la capacità di informare in modo critico, a favore della spettacolarizzazione e dei reality” – l’ha detto sempre Obradovic, a proposito della Serbia, ma questa dichiarazione potrebbe riferirsi anche all’Italia.

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