Sei qui:  / Opinioni / Le ambizioni di Putin e la nuova Russia

Le ambizioni di Putin e la nuova Russia

 

Pochi osservatori si rendono conto dell’attuale debolezza della Russia di Putin e dei problemi difficili, per non dire in certi casi insuperabili, di fronte ai quali quello che è, a tutti gli effetti, un quasi (o completamente) dittatore deve far fronte. I lati deboli visti dall’esterno,  a tentare una breve sintesi sono, prima di tutto,  la percezione di una neo-dittatura, quindi la caduta del prezzo del petrolio russo in un momento di estremo bisogno,il suo impegno militare in Ucraina (che crea difficoltà fortissime a Kiev ma non aiuta Mosca a livello internazionale) e il suo arrivo in forze in Medio Oriente dopo 30 anni di lontananza.

Ne parla Walter Laqueur in un libro che uscirà nei prossimi giorni. Lo studioso critica l’ottimismo ingiustificato che si è diffuso  rispetto al colosso russo: “Anche con il senno di poi è difficile spiegare questo ottimismo ingiustificato; date le condizioni passate e presenti della Russia si è radicata in un pio desiderio.

Il precedente tedesco avrebbe dovuto esser ricordato. Completamente sconfitta e impotente nel 1918, la Germania era in grado di tornare come una grande potenza nel giro di soli 15 anni. Avrebbe dovuto essersi resa conto che quando sono sorte nuove tensioni esse non sono state provocate da Putin e il Kgb.  Come il popolo tedesco nei primi anni del Novecento, la maggioranza dei russi ha voluto non solo una buona vita ma essere parte di una grande potenza, se possibile, una superpotenza. In questo  dilemma, alla caduta dell’impero sovietico, “la gente di Mosca aspettava aiuto dall’Occidente ma non era chiaro in che modo l’Occidente avrebbe potuto aiutare se non per il sostegno della Banca Mondiale. Ma c’era anche il sospetto, piccolo all’inizio ma in crescita costante, che l’Occidente avrebbe approfittato della debolezza della Russia. Alcuni sono andati oltre ed hanno espresso la convinzione che la caduta dell’Unione Sovietica era stata progettata dall’imperialismo occidentale. Zapadophobia come paura del West è cresciuto in Russia a passi da gigante. C’era una convinzione radicata che qualsiasi iniziativa che era buona per l’Occidente sarebbe stata dannosa per la Russia e deve pertanto essere respinta. La destra radicale che era emersa come una forza voleva fare i conti con Mosca e pregava per una ripresa della guerra fredda.” Nel libro di Laqueur,  si concentra l’attenzione sul ruolo che vuol giocare in Siria e sulla sua crescente rivalità con la Turchia, che è da secoli un nemico. E le attuali tensioni con la Russia sono  il figlio legittimo della brutta fine della prima guerra mondiale.

Allo stesso tempo c’è stata in Occidente una mancanza di apprezzamento per quello che stava accadendo in Russia dopo la guerra fredda. “Molti si chiedevano-scrive tra l’altro Laqueur – se il Regno Unito e la Francia avevano accettato la perdita dell’impero perché non potevano accettarlo i russi? Forse a causa della convinzione della Russia che non potrebbe sopravvivere se non come una grande potenza?” Le spese militari della Russia sono il 4,5% del PIL sono circa il doppio di quello dei paesi della Nato. Le tasse dovranno di necessità aumentare dal tasso attuale del 13% che favorisce gli ultra ricchi di Mosca, altrimenti il governo non avrà abbastanza soldi per le scuole e l’assistenza sanitaria e quindi vedrà scendere la speranza di vita e il bisogno di alfabetizzazione. Entrambi questi fenomeni  sottolineeranno ulteriormente la percezione di troppa terra e di troppo poche persone nel Paese.

Mosca rimane molto sospettosa nei confronti della Cina che vorrebbe in questo momento aiutarla.  Insomma la situazione è molto complessa e Putin appare, pur con le debolezze messe in luce da Laqueur, come il personaggio che aspira a  riportare la Russia a un ruolo da protagonista in Medio Oriente e in Occidente mentre la Cina deve risolvere nello stesso tempo problemi gravi sul piano interno ancor prima che su quello esterno.

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE