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L’Albero blu dedicato ai migranti. L’opera dell’artista Di Falco

 

Sebastiano Di Falco è un giovane artista originario di Brusciano (Napoli) che ha avuto l’idea di offrire al paese dove vive un’opera che celebri il Natale. Il suo Albero Blu è dedicato ai migranti che perdono la vita durante la traversata del Mediterraneo. Questo albero sarà visibile da domenica 13 Dicembre per la sua inaugurazione prevista alle ore 15:45, fino alla fine delle festività natalizie in via Gramsci (di fronte alla Casa del Popolo) a Tavarnuzze nel comune d’Impruneta situato a pochi passi da Firenze.
Sebastiano da  3 anni fa parte del team di creativi conosciuti con il nome “Tuttascena”, come scenografo in questi anni ha collaborato con le maggiori compagnie fiorentine tra cui Magnoprog e Theaterland project.  

Puoi raccontarci i motivi che ti hanno portato a realizzare questa tua opera dedicata ai migranti morti in mare nel tentativo di arrivare sulle nostre terre?
Mi ha sempre colpito negativamente il problema della traversata nel mar Mediterraneo, forse perché mi sento “emigrante” a mia volta. Anche se non ho attraversato nessun mare e il mio mezzo per emigrare non era un gommone ma un Intercity, penso di poter capire, anche se in minima parte, cosa si prova nel dover lasciare il luogo dove siamo cresciuti, i propri amici, gli affetti e la propria dimensione, alla ricerca di una vita migliore. Nel mio caso io sono partito per cercare di realizzare le mie ambizioni. Ecco questo è il motivo “poetico” di questa mia scelta. L’altro motivo che mi ha spinto alla realizzazione dell’albero è il diffondersi, soprattutto tramite i social network, delle forme più disparate di razzismo spesso alimentate da qualche «simpatico» politico a caccia di consensi. Ho pensato quindi che un albero strano, poteva incuriosire chi lo vedeva, e magari portare  alcune persone a chiedersi il perché della sua realizzazione  e quindi a riflettere sull’argomento.

Quindi ritieni importante tentare, attraverso l’arte, di trovare occasioni che possono spingere le persone a pensare.
Peppino Impastato diceva: «Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore.»
L’arte può essere una grande arma per portare le persone a riflettere sugli altri. L’uomo per natura è incuriosito dalle cose belle  e quindi, con il pretesto dell’arte, si può incuriosire e avvicinare il fruitore ad argomenti a cui non avrebbe mai pensato.

Il montaggio del tuo albero è stato realizzato in collaborazione con i migranti ospiti nel comune d’Impruneta.  Quanto sono importanti secondo te le iniziative che portano i cittadini di ogni provenienza a collaborare fra loro?
Credo profondamente in una società multiculturale, per questo ritengo fondamentale creare iniziative che portino ad una comunione fra i popoli. Sono convinto che le radici culturali di ogni persona possono arricchire un’intera comunità, infatti solo aprendo i propri orizzonti ogni persona può crescere culturalmente e uscire da quell’ignoranza che genera cose brutte come il razzismo.

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