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Isis, un anno di atti terroristici

 

La storia dello Stato islamico (di cui oggi parlano tutti i giornali e le stazioni televisive e radiofoniche) in un’Europa e in un Occidente che rischiano di essere dominati dal terrore di essere raggiunti non dalle fantomatiche truppe di terra di Mosul o della Nigeria ma da rapidi commando che buttano bombe (come è avvenuto qualche giorno fa a Parigi, nel cuore dell’Europa uccidendo ad oggi 129 persone, giovani e vecchi, di vari Paesi, colti e ignoranti, ricchi e poveri con il solo grave difetto di trovarsi in quel momento nel posto sbagliato).  L’Europa, un vecchio continente che non riesce a difendersi in maniera adeguata da una guerra profondamente diversa da ogni altra perché sostituisce, al confronto tra gli eserciti schierati in campo l’uno contro l’altro, l’azione violenta e terroristica che in pochi minuti colpisce a fondo il nemico e fugge in modo da non poter essere raggiunto.  Se guardiamo alla linea del tempo, dovremmo andare indietro almeno fino al decennio 1979- 1989 quando gli Stati Uniti decisero di sostenere i mujahidin nella guerra tra L’Unione sovietica e l’Afghanistan e poi al 1980-88 quando sempre il governo di Washington sostenne Saddam Hussein nella guerra tra Iran e Iraq e nel periodo successivo tra il 1990 e il 2001-2003 quando prima la coalizione guidata dagli Stati Uniti sconfigge  Saddam Hussein dopo l’invasione irachena del Kuwait, poi  l’11 settembre 2001 gli attentati terroristici di Al Qaeda provocano circa tremila vittime e la coalizione il 7 ottobre 2001 attacca i talebani ,cioè i fondamentalisti islamici e il 19 marzo 2003 gli Stati Uniti e la coalizione dei volenterosi alleati della Nato invadono l’Iraq.

Una storia che conclude una fase e ne apre un’altra caratterizzata da quella che traduce una parola araba sempre più centrale a livello internazionale: la sharia  come “lotta sul cammino di Dio” o “guerra santa”  contro gli infedeli come un dovere religioso che giustifica una serie di azioni tra cui attentati suicidi e uccisioni di civili.
Mentre i mussulmani moderati pensano che l’idea di lotta si ispiri principalmente a un conflitto spirituale interno a ogni società, già Al Qaeda 2008 si rivolge al mondo con un messaggio che sarà accettato e rilanciato dai seguaci del secondo califfo che si autoproclama a Mosul, Abu Bakar al Baghdadi(in arabo Daesh) : “Lasciateci liberi di istituire uno Stato islamico fondato sulla shari’a che unisca i musulmani del mondo in libertà e giustizia. Un solo cenno di protesta degli americani sarà messo a tacere da un migliaio di bombe islamiche”.  Il primo episodio di azione è del 23 settembre 2014 quando due poliziotti australiani sono stati accoltellati a Mlebourne. Neppure un mese dopo, il 20 ottobre in Canada, alla periferia di Montreal, un giovane convertito all’Islam, Martin Rouleau, ha investito con la sua auto, due militari canadesi, uccidendone uno e ferendone un altro e ferendo l’altro. Inseguito è stato ucciso dalle forze di polizia Il ragazzo sulla copertina della pagina di Twitter  aveva messo il logo dello Stato islamico. Tre giorni dopo, a New York, un altro giovane convertito all’Islam ha attaccato con un’ascia quattro poliziotti, ferendone due.  Dall’altra parte del mondo, in Australia, un cittadino iraniano convertitosi alla fede sunnita (uno delle sue fedi in cui sono divisi oggi i musulmani: sunniti e sciiti) il 16 dicembre 2014 ha preso in ostaggio i clienti e i dipendenti del Lindt Chocolate Café, uccidendone due. In Francia il 20 dicembre 2014 un uomo assalta con un coltello tre funzionari di polizia(ferendone due in modo grave) all’interno di un commissariato di polizia a Joué -les Tours ,gridando “Allahu Akbar”. L’assalitore è stato uscito dagli stessi poliziotti aggrediti. Il 21 dicembre 2014, sempre in Francia, un uomo alla guida di un auto ha puntato sulla folla a Dijion, ferendo undici persone.  Anch’egli è stato sentito gridare “Allahu Akbar“. Il giorno dopo, a Nantes, la stessa scena. Un’auto a folle velocità contro la folla. Bilancio: un morto e nove feriti gravi. Il guidatore si è ucciso con un coltello.

Parigi, 7-9 gennaio 2015: Charlie Hebdo. La mattina del 7 gennaio 2015 Said e Cherif Kouachi di 34  e 32 anni sparano e uccidono contro diversi redattori e molte altre persone tra cui due agenti di polizia. I feriti sono una ventina. La rivista era già stata minacciata perché negli anni passati aveva pubblicato vignette anti-Islam e su Maometto. Il 9 gennaio Amedy Coulibay che il giorno prima aveva ucciso una poliziotta municipale in un supermercato Kosher a Vincennes, periferia di Parigi e prende in ostaggio vari clienti. 4 clienti uccisi, morto il terrorista e con lui i fratelli Kouachi, uccisi dai gendarmi della GIGN  una volta uccisi dalla tipografia CTD dove si erano rifugiati. A Copenaghen in Danimarca un 22 danese di origine araba, Omar Abdel Hamif El Hussein  compie due attentati: apre il fuoco contro i cittadini che partecipano alla commemorazione dei morti a Parigi di Charlie-Hebdo e poi spara vicino a una sinagoga del centro di Copenaghen. Due morti e cinque feriti. Alla fine l’attentatore viene ucciso. Il 26 giugno a Isere in Francia  Yassin Salhi, francese, entra nella fabbrica che produce gas industriale uccide e decapita il titolare dell’azienda. Altri episodi di terrorismo individuale ci sono stati negli Stati Uniti . Il 16 luglio un uomo ha esploso alcuni colpi di armi da fuoco nel parcheggio del Naval Reserve Center di Chattanooga nello Stato del Chattanoo ga centro riservisti della Marina e di addestramento militare. Bilancio della sparatoria: 4 marines uccisi. 3 feriti. L’attentatore Mohammod Yossouf Abdulazeez, originario  del Kuwait, è stato abbattuto dalle forze di sicurezza americane.

Il 21 agosto di quest’anno sul treno “Thalis” che collega Amsterdam a Parigi, via Bruxelles, alcuni passeggeri sono riusciti a bloccare il ventiseienne citta dino marocchino Ayoub El Khazzani  armato di kala snikov con nove caricatori e una pistola che stava per fare una strage.

In Germania il 17 settembre scorso il quarantunenne cittadino iracheno Rafik Moshamed Yousef  ha aggredito una poliziotta ferendola con un fendente alla gola e restando poi ucciso da un altro agente di polizia. Dopo la strage di Parigi del 13 novembre e i 129 morti, il 18 c’è stato l’ultimo episodio riconducibile all’ISIS o Daesch o IS che si voglia chiamare. Un insegnante di una scuola ebraica è stato ferito da tre uomini: i tre, prima di essere messi in fuga da un’auto della polizia hanno insultato la vittima con frasi antisemite e affermando di sostenere lo Stato islamico. Che cosa concludere provvisoriamente? Soltanto che lo Stato islamico è diventato una macchina di guerra non soltanto contro gli Stati occidentali ma contro chiunque viva in uno di essi, comunque la pensi.

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