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Rai: quanto fa ridere l’indipendenza…

 

Quando qualcuno ha voglia di farsi una risata di cuore noi suggeriamo di leggere la legge Gasparri. In particolare dove si parla dei requisiti elettivi per i membri del CDA, la bibbia del conflitto di interessi dice infatti all’art. 20 comma 4:

” 4. Possono essere nominati membri del consiglio di amministrazione i soggetti aventi i requisiti per la nomina a giudice costituzionale ai sensi dell’articolo 135, secondo comma, della Costituzione o, comunque, persone di riconosciuto prestigio e competenza professionale e di notoria indipendenza di comportamenti, che si siano distinte in attività economiche, scientifiche, giuridiche, della cultura umanistica o della comunicazione sociale, maturandovi significative esperienze manageriali. Ove siano lavoratori dipendenti vengono, a richiesta, collocati in aspettativa non retribuita per la durata del mandato. Il mandato dei membri del consiglio di amministrazione dura tre anni e i membri sono rieleggibili una sola volta.”

Quando poi si arriva alla “notoria indipendenza” e si associa il nome e il volto dell’ex senatore PDL Antonio Verro ci si sente proprio male dal ridere. Ricordiamo a tal  proposito che il Fatto Quotidiano aveva intercettato un fax, presumibilmente firmato dall’ex consigliere, nel quale si suggeriva a Berlusconi le trasmissioni ostili al suo Governo. Dopo la denuncia, il solito giro di smentite e l’audizione in Vigilanza, arrivò la dichiarazione della ex Presidente RAI Anna Maria Tarantola che annunciava una “serena” inchiesta interna.
Ora, noi sempre “serenamente”, ci chiediamo a che punto sia la “serena” indagine interna. Con il cambio dei vertici si è insabbiato tutto come nella classica tradizione italica?
Speriamo non sia tutto passato in prescrizione per via del fatto che il consigliere ha terminato il suo mandato.

Anche l’attuale DG/AD Campo dall’Orto è stato eletto per indiscusse qualità, competenza ed indipendenza. Se è vero come è vero allora si dia seguito alla votazione del precedente CDA che impone di procedere con il ricorso contro il taglio governativo di 150 milioni di euro del canone. Crediamo che anche in questo modo si possa fornire credito all’indipendenza amministrativa e si sostanzia quella economica, vitale per il corretto svolgimento del servizio pubblico.

Sono ulteriori richieste alle quali, come al solito, non risponderà nessuno, sopratutto da quando si è insediata la nuova amministrazione, tutti muti nel luogo della comunicazione per definizione.
AD MAJORA…disse Zia Anna Maria prima di andare via…

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