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Fnatc 10 anni: si può fare! Nasce la prima casa famiglia per vittime di trauma cranico encefalico costruita con 600mila euro di sole donazioni private

 

Si può fare! Questo l’imperativo che ha permesso alla onlus Brain di Vicenza di attivare un percorso virtuoso di solidarietà, che ha portato alla costruzione di una casa famiglia per persone con danni da trauma cranico encefalico, raccogliendo oltre 600.000 euro unicamente attraverso donazioni private.

Gli ospiti della Rocca, questo il nome della struttura, hanno ricevuto nei giorni scorsi la visita di Paolo Fogar, Presidente della Federazione Nazionale Associazioni Trauma Cranico (FNATC), che festeggerà il 23 ottobre prossimo i primi dieci anni di attività con un evento patrocinato dal Ministero della Salute e ospitato nella sede di Lungotevere Ripa a Roma, alla presenza di una testimonial davvero speciale: l’attrice e conduttrice Mara Venier.

Questo danno cerebrale viene definito “epidemia silenziosa” per la sua estensione e per l’elevato numero di persone, comprese nella fascia di età che va dai 15 ai 35 anni, che ne sono colpite ed è la prima causa di disabilità in Italia.

Il fenomeno è tanto vasto quanto sconosciuto; si stima che in Italia  – secondo recenti studi – circa 150.000 persone subiscano un ricovero ospedaliero con una prognosi di trauma cranico, le cui conseguenze possono essere più o meno gravi e portare, nei casi più estremi, allo stato vegetativo.

Molte di queste persone, dopo aver superato la fase acuta, devono affrontare, a seconda degli esiti, lunghi periodi di riabilitazione fisica, cognitiva e del comportamento, che sono spesso costose e che richiedono un’assistenza a lungo termine.

Ed è proprio per fornire un sostegno alle persone con GCA e alle loro famiglie che la presidente della onlus Brain di Vicenza, la logopedista Edda Sgarabottolo, ha deciso di agire concretamente.

Colpisce molto la storia di questa donna, soprattutto perché nella sua famiglia non ci sono casi di GCA; Edda lavora da 30 anni nell’Unità Gravi Cerebrolesioni dell’Ospedale San Bortolo di Vicenza, dove si curano queste patologie e dove sono passati più di 2000 pazienti. Nei primi anni ’90, dopo aver realizzato che le famiglie non ricevono congrua assistenza per gestire il reinserimento dei propri famigliari usciti da esperienze di trauma cranico, decide di fondare l’associazione, con lo scopo di togliere queste persone dall’isolamento cui sono spesso confinate e dare loro la migliore qualità di vita possibile.

In Italia, la Rocca rappresenta un unicum nel suo genere. Si trova ad Altavilla Vicentina (Vi) in una ex-canonica concessa in comodato dalla Parrocchia del paese. Il complesso è stato ristrutturato grazie ad una raccolta fondi di natura privata, cioè contributi e donazioni provenienti da famiglie, cittadini, imprese, banche, fondazioni, gruppi e associazioni di sostegno.

Sul sito dell’associazione www.associazionebrain.it  è consultabile il bilancio consuntivo che dimostra inequivocabilmente come il “si può fare” si sia trasformato in “si è fatto“!

Nel corso della sua visita alla struttura, il presidente Fogar si è intrattenuto lungamente con gli ospiti presenti, ascoltando le storie di Gianni, un concentrato di energia, che qui ha potuto sviluppare la sua passione per la cucina, Enrico, che allieta tutti con la sua verve comica, Patrizia, dolce ex campionessa di salto in lungo e il saggio Luciano, che non ha perso la voglia di sorridere, nonostante le molte vicissitudini da cui è stato travolto. Alla Rocca queste persone, pur con un livello di autonomia ridotto, possono conservare le proprie abitudini di vita in un clima famigliare e accogliente, usufruendo di alcuni servizi di accompagnamento (quest’estate, tra mille peripezie “ferroviarie”, sono andati tutti in vacanza in Calabria!) che rendono più semplice lo svolgimento delle incombenze quotidiane, piccole o grandi che siano.

Il progetto La Rocca è unico anche per essere direttamente collegato alla Rete dei Servizi per le Gravi Cerebrolesioni dell’Ulss 6, i servizi territoriali per l’inserimento sociale e lavorativo delle gravi cerebrolesioni, l’Ufficio Disabilità, il Servizio Integrazione Lavorativa.

La Rocca, nata per ospitare adulti con esiti di grave cerebrolesione acquisita che non hanno più una famiglia o con rete famigliare fragile, con i suoi 12 posti letto e il suo centro per le attività socio-riabilitative, è stata costruita pensando ai bisogni dei pazienti e delle loro famiglie. Il prossimo obiettivo è la ristrutturazione di alcuni locali da adibire a palestra.

Conosceremo Gianni, Enrico e altri ragazzi appartenenti alle Associazioni della FNATC di tutta Italia, il 23 ottobre, al Ministero della Salute, dove saranno intervistati in diretta da Mara Venier.

Al meeting parteciperanno personalità di spicco provenienti dal campo medico-scientifico, come – tra gli altri – il dottor Paolo Boldrini, Presidente della SIMFER (Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa), da quello politico-istituzionale, con il Sottosegretario alla Salute, l’on. Vito De Filippo – è in predicato la presenza del Ministro Beatrice Lorenzin – e dal mondo dell’arte e dello spettacolo con i CD-Rom ovvero Luca Bartolino e Gaetano Dabitonto, i comici della trasmissione di Rai 2 “Made in Sud”.

Ognuno di essi terrà idealmente a battesimo le iniziative promosse in occasione del decennale, come l’assegnazione di un premio di € 1.500 ad una tesi di Laurea in Medicina e Chirurgia, con focus sul reinserimento sociale e familiare dei traumatizzati cranici e la consegna degli attestati di benemerenza relativi al “Premio Solidarietà FNATC 2015”. Il riconoscimento va a persone, istituzioni e aziende che, attraverso atti di altruismo, di spontaneo aiuto e di assistenza e tutela di diritti abbiano sostenuto le persone e le loro famiglie, dopo la grave cerebrolesione acquisita. Maggiori dettagli al sito www.associazionitraumi.it

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